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Cancellara, che fenomeno! Stampa E-mail
Scritto da Simona   
sabato 22 marzo 2008

Il pendolino svizzero carico di classe, potenza e astuzia è arrivato a tutto gas davanti alla vecchia stazione di Sanremo. Non è una favola, ma la pura realtà perché sembra proprio un treno Fabian Cancellara quando a 2 Km dal Lungomare Italo Calvino tira fuori le sue armi migliori e conquista la Classicissima di Primavera.

 
© bettiniphoto.net
La gloriosa cavalcata odierna è la più bella ciliegina sulla torta che poteva conquistare dopo la splendida impresa alla Monte Paschi Eroica e l’imponente dominio alla Tirreno – Adriatico. Tre successi sensazionali in un marzo difficile da dimenticare.
Non è dello stesso umore Filippo Pozzato, partito con la speranza di bissare il successo del 2006 e relegato al secondo gradino del podio grazie allo sprint vincente sul gruppetto inseguitore. Terzo posto per uno scatenato Philippe Gilbert che, come l’anno scorso, ha tentato di andarsene lungo le rampe del Poggio, confermandosi come uno dei corridori attualmente più in forma.
Niente da fare per i due velocisti più attesi, Tom Boonen e Alessandro Petacchi, che hanno subito i cambiamenti di percorso. Nella speranza di un arrivo in volata sono rimasti nelle retrovie ma la dirompente energia dei battistrada non ha lasciato spazio ai loro sogni.
E’ un’edizione che ricorderemo per tanti anni quella del 2008, la prima dal 1994 senza l’arrivo di via Roma. Il tanto chiacchierato Passo delle Manie, che ha incuriosito tutti in queste settimane di attesa, ha reso ancora più incantevole questa grande classica. Con i suoi 4,7 Km e una pendenza media del 6,7% ha fatto saltare i piani dei velocisti, aggiungendo un po’ di pepe alla corsa in linea italiana più importante. Ben vengano le novità se rendono ancora più bella una corsa già di per sé affascinante.

  • La cronaca

Alle 9.45, sotto il sole di Milano, prende il via la Classicissima di Primavera. Dopo il forfait di Alberto Loddo (Tinkoff Credit Systems) colpito da un virus intestinale, sono 199 i protagonisti di questa 99ª edizione.

Al Km 23, poco dopo il passaggio davanti la Certosa di Pavia, inizia la prima fuga della giornata con protagonisti Filippo Savini (CSF Group - Navigare), Nicola D'Andrea (Miche - Silver Cross), Raivis Belohvosciks (Saunier Duval - Scott) e William Frischkorn (Slipstream Chipotle). Intorno al Km 80 i quattro attaccanti raggiungono un vantaggio massimo di 16’05”.

Lungo la salita delle Manie, dal gruppo allunga per qualche istante Bernhard Kohl (Gerolsteiner) così come Donato Cannone (NGC Medical – OTC Industria Porte) che mette la testa avanti a circa 65 Km dal traguardo.
Intanto, a circa 80 Km dall’arrivo Nicola D’Andrea inizia a perdere terreno e, a breve, torna a far parte del gruppo,
Lungo la salita verso il Capo Mele, cattura l’attenzione Ivan Rovny (Tinkoff Credit Systems). Il giovanissimo russo della squadra di Oleg Tinkov si lancia verso i tre attaccanti e, dopo diversi minuti di cronometro individuale, torna a far parte del gruppo a 40 Km dal traguardo.

Sulle rampe del Capo Berta forcing di Bernhard Kohl (Gerolsteiner) e Aliaksandr Kuschynski (Liquigas).
Si arriva sulla prima delle due salite finali, la mitica Cipressa e, scatta come un razzo il tanto atteso Paolo Bettini che se ne va all’attacco insieme a Thomas Lovkvist. Il Campione del Mondo in carica e lo svedese della High Road raggiungono e superano i fuggitivi della prima ora. José Ivan Gutierrez (Caisse d’Epargne) e Patxi Vila (Lampre) tentano di evadere dal gruppo, ma lo scatto giusto è quello di Davide Rebellin (Gerolsteiner) che si trascina dietro Carlos Barredo (Quick Step), Egoi Martinez (Euskaltel – Euskadi), Pablo Lastras (Caisse d’Epargne) e Niklas Axelsson (Diquigiovanni – Androni Giocattoli). Barredo e Martinez si agganciano e vengono coinvolti in una caduta senza gravi conseguenze, lasciando all’attacco Rebellin e Axelsson che in cima alla Cipressa riprendono la coppia Bettini – Lovkvist insieme a Paolo Savoldelli che successivamente si era sganciato dal plotone.

Lungo la discesa cade Tristan Valentin (Cofidis) che viene a contatto con il guard – rail per poi atterrare sull’asfalto ma, fortunatamente, sembra non riportare gravi danni.
I cinque battistrada raggiungono un vantaggio massimo di 30” prima che il Team CSC prenda il mano il timone fino a ricompattare il gruppo.

All’inizio dell’ultima ascesa, quella del Poggio, Manuel Quinziato (Liquigas) detta il ritmo in testa al plotone dal quale scatta Alessandro Bertolini (Diquigiovanni – Androni Giocattoli) raggiunto dopo 1 Km e mezzo dal compagno Raffaele Illiano insieme a Franco Pellizotti (Liquigas) e Kurt Asle Arvesen (Team CSC).
In vetta al Poggio si forma al comando un drappello formato da Philippe Gilbert (Française des Jeux), Fabian Cancellara (Team CSC), Enrico Gasparotto (Barloworld), Davide Rebellin (Gerolsteiner), Oscar Freire (Rabobank), Rinaldo Nocentini (Ag2r – La Mondiale), Alessandro Ballan e Mirco Lorenzetto (Lampre), Filippo Pozzato e Franco Pellizotti (Liquigas), Kurt Asle Arvesen (Team CSC), Inigo Landaluze (Euskaltel – Euskadi), Alessandro Bertolini e Raffaele Illiano (Diquigiovanni – Androni Giocattoli).

A 3 Km dalla conclusione, quando il percorso torna sull’Aurelia, Bertolini, Pellizotti e Rebellin prendono qualche metro di vantaggio sui compagni di avventura
Ai meno 2 Km, però, Fabian Cancellara saluta tutti e va a conquistare la sua prima Milano – Sanremo.

  • Un applauso in più a…

Fabian Cancellara (Team CSC): come un impeccabile studente modello ha svolto un compito da 10 e lode. Il suo scatto micidiale a 2 Km dalla fine è stato uno schiaffo morale per tutti gli avversari e, con questo successo, chiude un marzo all’insegna del trionfo. Perfetto!

Philippe Gilbert (Française des Jeux): come già aveva fatto lo scorso anno insieme all’assente Riccò, ha tentato di anticipare tutti lungo le pendici del Poggio. Con i suoi scatti brucia le energie degli avversari e, nella volata finale, si fa battere solo da Pozzato. Irrefrenabile.

Davide Rebellin (Gerolsteiner): i 36 anni sono solo sulla sua carta d’identità perché quello visto in questo periodo sembra tutto tranne che un “vecchietto” del gruppo. Reduce dalla vittoria alla Parigi – Nizza, affronta al comando sia la Cipressa che il Poggio e, infine, si lancia nella volata per il secondo posto e per poco non conquista un gradino del podio. Maestoso.

Paolo Bettini (Quick Step): non poteva non lasciare il segno. Appena la strada ha iniziato a salire verso la Cipressa, il Grillo ha sentito il profumo della corsa che lo ha visto trionfare nel 2003 ed ha preso il comando, prima di tornare nelle retrovie. Immancabile.

Il Passo delle Manie: partito come incognita si è rivelato una bella sorpresa, nella speranza di vederlo anche nelle prossime edizioni. Bell’esordio.


 
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