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Il ritorno del Tiburon - Intervista a Fabrice Piemontesi Stampa E-mail
Scritto da Anna   
domenica 30 marzo 2008
Per il passista scalatore residente a Borgomanero, questa è la seconda stagione da professionista dopo l’esordio nel 2007 con la Tenax – Menikini. La chiusura del Team e i sempre maggiori problemi che sta attraversando il ciclismo gli hanno creato qualche difficoltà per trovare un nuovo contratto, ma per fortuna è di pochi giorni fa  la notizia che Pier Giovanni Baldini, Team Manager della NGC Medical - OTC Industria Porte gli ha dato fiducia e così Fabrice potrà dimostrare tutto il suo valore, dopo un anno di ambientamento nella massima categoria.

Una squadra giovane dove non esiste un vero capitano e nella quale il ventiquattrenne novarese potrà ritagliarsi un proprio spazio e magari coronare il sogno di partecipare alla Corsa Rosa. In attesa del suo debutto stagionale, previsto all’inizio di aprile, vediamo come ha trascorso questo difficile momento e come prosegue la sua attività benefica “un braccialetto per la Georgia”. 


 Fabrice Piemontesi con la nuova maglia © Antonio Pisoni


Dopo il mancato rinnovo del contratto, vista anche la chiusura della Tenax – Menikini, hai avuto grosse difficoltà per trovare un ingaggio per il 2008. Finalmente, però, pochi giorni fa il tuo passaggio alla NGC Medical. Ci racconti come si sono svolte le trattative e quando hai capito che potevi rientrare nei piani della squadra di Baldini?

La trattativa è iniziata a fine gennaio con il Team Manager Pier Giovanni Baldini. Ho capito che potevo rientrare in gruppo il 4 marzo, quando c’è stata la firma.

In questi mesi di attesa, c’è stato un momento in cui hai pensato di dover appendere la bici al chiodo dopo solo un anno da professionista?

Non ho mai pensato di appendere la bici perché adoro il mio lavoro.

Cosa o chi ti ha più ferito o demoralizzato in questa vicenda?

Sinceramente non c’è niente che mi ha ferito o demoralizzato.

Con quali motivazioni un atleta riesce comunque ad allenarsi senza avere nessuna certezza per il futuro? C’è qualcuno che ti è stato vicino in questo periodo non facile?

La determinazione di non mollare mai viene dal tuo cuore  Ma ho anche una persona che mi sta vicino da quando sono nato e che mi ha dato una certezza nel firmare.

Lasciato ormai alle spalle questo momento difficile, passiamo ad argomenti più piacevoli. Cosa ti aspetti da questa stagione? Quali sono i tuoi obiettivi anche alla luce dell’invito della NGC Medical al Giro d’Italia?

Bella domanda… mi aspetto una bella stagione come attaccante per far sapere alla gente che in gruppo ci sono anch’io. Fra gli obiettivi, anche se può sembrare una frase scontata, dimostrare in tutte le corse chi è Fabrice. Partecipare al Giro d’Italia sarebbe sicuramente una bella vetrina e una cosa grandiosa per me, ma dipenderà molto da come sarà la mia condizione all’inizio di maggio.

Pensi di avere qualcosa da dimostrare a qualcuno che ti ha scaricato in malo modo o che non ha avuto fiducia in te?

Devo dimostrare ancora tanto, ma lo farò presto.

Dove esordirai con la nuova maglia?

Nella Settimana Lombarda dal 1 al 6 aprile.

Hai già stilato un programma gare?

Ho solo il  programma del mese di aprile che prevede oltre alla Settimana Lombarda, il Giro d’Oro, il Giro del Trentito e il Giro di Toscana a inizio maggio.

Hai visto il percorso del Giro? Cosa ne pensi?

Il percorso l’ho visto solo alla presentazione, ora devo ricontrollare le varie tappe più nel dettaglio. Il Giro è sempre duro e le lunghe salite ci sono sempre.
 

 Fabrice Piemontesi © Antonio Pisoni


Hai già conosciuto i tuoi compagni di squadra? C’è qualcuno con cui hai duellato nelle categorie giovanili?

Conosco tutti i compagni tranne i tre svizzeri, ho corso con tutti loro fra i dilettanti.

Cerchiamo di conoscere meglio il Fabrice ciclista. Come è nata la tua passione per questo sport? Essere figlio d’arte (tuo padre è stato un buon corridore) ha influito o condizionato la tua scelta?

La passione è nata grazie a mio padre che a 9 anni mi ha messo in bici. Ho imparato tanto da mio padre perché lui aveva una squadra (all’inizio amatoriale nella quale ho gareggiato dalle categorie giovanili fino ad allievo)

A che età hai iniziato?

A 9 anni nella categoria G3.

Sei riuscito a conciliare sport e studio?

E’ stata dura conciliare sport e studio perché la scuola che ho fatto mi prendeva tante ore di lezione dalle 8 alle 16.

Qual è stata la corsa delle categorie giovanili che ricordi più volentieri?

C’è ne qualcuna che ogni tanto mi viene in mente, tipo Collecchio vinta sotto la neve, il piccolo Giro di Lombardia dove sono arrivato quinto, il Trofeo Del Rosso a Montecatini Terme, chiuso ancora con un quinto posto e comunque gli anni 2002 e 2004.

C’è invece un episodio che vorresti dimenticare?

Meno male che non ho nessun episodio da dimenticare.

Il 2007 è stato l’anno del tuo esordio, come giudichi la tua passata stagione? Che voto ti daresti?

Sicuramente positiva, ho dato il massimo per la squadra e per i compagni. Ero sempre disposto a lavorare per loro. Voto 6-7.

Hai avuto particolari problemi per firmare un contratto da professionista?

E’ stata dura ma alla fine l’ho trovato.

Quali sono state le difficoltà maggiori che hai incontrato nel salto di categoria?

Quando si mettono al ciglio a 60 all’ora e “mangio erba” come si dice in gergo ciclistico. 

Dove hai esordito? Che ricordi hai di quel giorno?

Il 1 aprile in Belgio alla Freccia del Brabante. Ricordo che ho firmato tanti autografi.

Qual è stata la corsa a cui hai partecipato che ti ha sorpreso positivamente per caratteristiche del percorso e per il  pubblico?

La corsa che mi è rimasta nel cuore è il Trofeo Melinda in Trentino.

Hai corso in diversi paesi europei. Dove hai trovato il pubblico più caloroso?

Ho corso in Francia, Belgio, Austria, Germania, Svizzera, ma sicuramente è il Belgio dove ho trovato il pubblico più caloroso.

Qual è la corsa dei tuoi sogni?

Il Giro……  ma anche le corse del nord.

Parlaci un po' delle tue caratteristiche come corridore. Quali sono i percorsi che preferisci? Meglio le corse in linea o quelle a tappe?

Sono un passista scalatore, ma mi difendo su tutti i percorsi. Non ho preferenze fra corse in linea e a tappe.

C’è campione del passato o del presente che hai ammirato o ammiri particolarmente?

Il mio campione è Oscar Freire è un signore, ma voglio ricordare anche il mio ex compagno di squadra Daniele Pietropolli, è un grandissimo corridore.

Al Giro di Grosseto, per la prima volta, i corridori compatti hanno protestato per un arrivo troppo pericoloso e non hanno disputato la volata. Non pensi che nel ciclismo attuale, dove i maggiori organismi pensano solo ad interessi economici, gli atleti che sono i soli protagonisti, dovrebbero avere maggiore voce in capitolo?

Posso dire che la volata si poteva fare perché non pioveva … potevano farla solo i velocisti delle varie squadre partecipanti , al massimo una ventina di corridori.

Parliamo del Fabrice fuori dalla corse. Come trascorri il tuo tempo libero?

Dopo l’allenamento mi riposo e non manca mai il mio computer.

 

 Fabrice Piemontesi © Antonio Pisoni


Dicono che sei un ottimo pasticciere. Come è nata questa tua passione? Qual è il dolce che ti riesce meglio?

La passione è nata da piccolo quando mia nonna faceva i dolci. Quello in cui riesco meglio sono i Baci di Dama. Faccio tutti i tipi di dolci, basta farli con amore e passione.

Se dovessi scegliere tre persone per una gara di torte in faccia, chi prenderesti come cavia? E che tipo di torta utilizzeresti?

C’è solo una persona che merita altro………che una torta in faccia!!! Deve essere radiato dal ciclismo.

A differenza dei tuoi coetanei, fare il ciclista ti ha costretto a fare delle rinunce?

Eh si … devo mangiare pochi dolci altrimenti ingrasso!!!

Qual è la tua giornata tipo nel periodo agonistico?

Sveglia presto come tutti i giorni, allenamento alla mattina, pomeriggio solito riposino, nel tardi pomeriggio un giretto a trovare i miei amici nei vari negozi.

Lo scorso anno ti sei impegnato anche nel sociale con l’iniziativa benefica “Io Corro Leale”. Come è nato questo tuo progetto? Sei riuscito a raggiungere l’obiettivo che ti eri prefissato con la raccolta dei fondi? Continuerai con questa iniziativa anche nel 2008?

L’anno scorso nel periodo di ottobre è nata questa iniziativa con mia mamma, lei è da 10 anni che va in Georgia. Abbiamo deciso di aiutare i bambini dell’orfanotrofio “Momavlis Sakhli” (“Casa del futuro”) di Tbilisi. In pochi mese abbiamo venduto più di 4.000 braccialetti. L’iniziativa continua anche nel 2008, troverete maggiori informazioni  sul sito www.italiageorgia.it e se qualcuno è interessato all’acquisto del bracciale basta inviare un e-mail a info@italiageorgia.it

Cosa vuoi dire in conclusione ai tuoi tifosi?

Ringrazio tutti i miei tifosi che mi seguono e li aspetto sulle strade per farmi il tifo.

Vuoi aggiungere qualcosa?

Vi ricordo che ho due siti:
Il mio sito personale www.fabricepiemontesi.it e www.tiburon.it, dove illustro una mia linea di vestiti e non solo.
 
 

 La bicicletta Fondriest di Fabrice © Antonio Pisoni
 

La scheda di Fabrice Piemontesi


Data e luogo di nascita: 16 agosto 1983  Sion (Svizzera)
Altezza: 171 cm
Peso forma: 61 kg
Professionista dal 2007

Squadre:

2007 Tenax – Menikini
2008 NGC Medical – OTC Industria Porte

Principali risultati

11° - Cronocoppie di Borgomanero
23° - 3ª Tappa Giro d’Austria

 
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