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Il sogno infranto: dietro le quinte dell'esclusione della NGC - OTC dal Giro d'Italia Stampa E-mail
Scritto da Anna   
giovedì 08 maggio 2008
Solo pochi giorni fa avevamo raccolto le opinioni dei giovani della NGC Medical – OTC Industria Porte che si apprestavano a partire per la Sicilia, in vista dell'imminente partecipazione al Giro d’Italia. Un’occasione unica, sicuramente elettrizzante anche se impegnativa, per dei ragazzi giovani alla prima esperienza in una lunga corsa a tappe, ma che poteva rappresentare un ottimo trampolino di lancio per la carriera futura. Il sogno si è interrotto bruscamente quando la direzione del Giro ha invitato l'Astana al posto del team italiano.

«Le mie sensazioni sono di paura... paura di non essere all'altezza della situazione, ma è li che la nostra partecipazione al Giro diventa ancora più interessante. Vediamo cosa combina una squadra “mediocre” come la nostra! no?!» dichiarava scherzosamente a Ultimokilometro.com Massimiliano Maisto. Gli faceva eco Francesco Reda: «Il Giro d'Italia è la corsa che ogni bambino sogna di correre fin dalla prima volta che infila una divisa ed un casco alla sua prima corsa. Almeno così è stato per me. Si può, quindi, facilmente immaginare quale possa essere il mio stato d'animo. Come in tutte le corse a cui partecipo i miei obiettivi sono: massimo impegno, sportività, ricerca di una buona prestazione».

«Indubbiamente sono molto felice e parecchio teso per questa mia prima esperienza al Giro che - cercava di spiegare l'avverarsi del sogno Bruno Rizzi - per me come per molti altri corridori, è un sogno che si realizza. Un po' di paura c’è nell'affrontare tre settimane di gara cosi estenuanti, però credo che quando ci sarà da pedalare le paure se ne andranno, per lasciare il posto alla fatica. Essere al Giro è un sogno ma, visto che sognare non costa niente, se riuscissi anche ad alzare le braccia al cielo in una tappa...».

Per il romagnolo Enrico Rossi «il Giro è un sogno che si sta realizzando e le mie sensazioni sono un misto fra "paura" e voglia di partire, poi è una bellissima vetrina che ti dà l'opportunità di fare tantissima esperienza. Spero di riuscire a fare qualche buon risultato che alla nostra squadra e al nostro sponsor servono molto».

Lo stesso direttore sportivo Giuseppe Lanzoni, che abbiamo contattato stava ultimando i preparativi: «La tensione dei preparativi è molto alta, hai sempre paura di tralasciare qualcosa di importante, di sbagliare, ma sono convinto che tutto questo una volta partiti verrà soppresso dall'agonismo e dall'atmosfera della gara».  Pur consapevole dei limiti della sua squadra, era fiducioso dell'impegno di tutti: «Sono un gruppo di ragazzi alla prima esperienza per una gara così lunga e importante, ma tutti hanno già una età e una preparazione sia fisica che psicologica idonea per tale impegno, sono fiducioso ma nello stesso tempo consapevole dei nostri limiti».

Commentando l’invito a sorpresa del suo team, Lanzoni dichiarava orgoglioso: «Abbiamo sempre detto che noi siamo la più piccola, la cenerentola del Giro, ma non per questo facciamo meno sacrifici di altre, anzi molti di più e per questo forse siamo stati premiati, abbiamo volutamente continuato nella nostra politica di rinnovamento del ciclismo e siamo stati premiati, e siamo stati inseriti per instaurare un esempio di collegamento fra il grande ciclismo del business e le piccole realtà che un domani con queste possibilità potrebbero crescere».

Ma le parole di Lanzoni, solo pochi giorni dopo, si sono scontrate con la dura realtà, quando domenica scorsa gli organizzatori del Giro, con uno scarno comunicato, affermavano: «Dopo approfondito esame della situazione generale del ciclismo attuale ed in particolare delle prestazioni e dei comportamenti nella prima parte della stagione di tutte le squadre invitate (con riserva) il 1° febbraio 2008 al 91° Giro d'Italia, i dirigenti di RCS Sport e di Apuana Team (sponsorizzata da NGC Medical e OTC) sono addivenuti alla decisione comune di rimandare l'esperienza-Giro per la giovane squadra affiliata in Svizzera ad un momento più propizio per la stessa, che resta fermamente intenzionata a dimostrare compiutamente quel valore tecnico auspicato da tutti, ma rimasto sinora inespresso».

Una decisione che lascia molto perplessi per i modi e per i tempi in cui è avvenuta, si parla di comune decisione fra dirigenti RCS e sponsor del team, ma è possibile che atleti e staff siano stati lasciati all’oscuro fino a pochi giorni dal via, quando ormai erano con le valigie in mano? I risultati ottenuti in questa prima parte della stagione non sono stati particolarmente brillanti, ma in linea con la media di un piccolo team come l'NGC - OTC. E se si guarda ai risultati allora perché non invitare l’Acqua & Sapone - Caffè Mokambo che con Stefano Garzelli poteva anche avere un uomo che lottava per la classifica finale?

Perché non si dice chiaramente che ancora una volta è il business ha determinare le scelte?

C'era da far posto a dei big che possono sicuramente creare maggiore interesse anche nei media stranieri? Corridori del calibro di Alberto Contador, Andreas Kloden e Levy Leipheimer danno alla corsa rosa un tasso di qualità maggiore, almeno sulla carta, ma non è fuori luogo chiedersi come sarà la loro preparazione se il Giro non era nei loro programmi fino a pochi giorni fa? Speriamo che il loro Giro non si riduca alla sola presenza come è avvenuto, in altre occasioni, per alcuni big stranieri del pedale.

Fino a poco tempo fa l'Astana veniva esclusa da tutte le principali manifestazioni (tra cui Tour de France e quasi tutte la più grandi classiche) senza pesi sulla coscienza e in nome dello sport pulito, ma nel giro di pochi giorni tutto è cambiato, almeno in Italia, e ci si esalta perché il team kazako sarà al via. Si legge da più parti che questa decisione è maturata quando da parte del team manager si sono avute rassicurazioni sugli uomini che avrebbero preso parte alla gara. Ma visto l’elenco partenti di alcuni grossi team viene da chiedersi perché queste rassicurazioni non sono state richieste anche alle altre.

Da profani di cavilli burocratici, problemi diplomatici ed esigenze di sponsor, quello che rimane di tutta questa vicenda è l’ingiustizia verso tutti i ragazzi della NGC - OTC che vedono sfumare il sogno della corsa rosa e la dimostrazione che nel ciclismo attuale regna il caos assoluto.

Almeno per questa volta non si potrà dare la colpa al Pro Tour.

 
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