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Amici, il viaggio che abbiamo intrapreso per giungere all’altro capo del mondo, precisamente in Australia, si è rivelato per tutti un vero e proprio travaglio. Ci si poteva aspettare che tra le infinite ore di volo ed il fuso orario si sarebbe arrivati esausti, ma usare questo aggettivo è veramente riduttivo.
Tra i mille calcoli fatti per arrivare alla soluzione del rebus “a che ora arriverò?” ho dovuto far fronte al fatto che il viaggio già lungo si sarebbe prolungato ulteriormente per uno scalo in Malesia di ben 14 ore. Sosta che poi però si è rivelata preziosa per aver tempo di fare una bella doccia ed una sana dormita, anche se di qualche ora.
Ma il peggio arriva ora: al momento del decollo dall’aeroporto di Kuala Lumpur (Malesia), l’aereo dopo aver preso quota per qualche metro, bruscamente scende! E qui il panico prende il sopravvento: luci che lampeggiano, hostess che si dimenano cercando di tranquillizzare i passeggeri, insomma un inferno. Alchè il capitano ci avvisa del fatto che si è aperto lo sportello del bagagliaio e quindi l’aereo non può proseguire con la procedura di decollo. Maturiamo 1 ora di ritardo sulla tabella di marcia. Che sudata ragazzi, in questi momenti si pensa al peggio, ma fortunatamente tutto si è risolto al meglio.
Passate altre 7 ore di volo, finalmente tocchiamo terra! Ed appena scesi, un’ondata di caldo ci avvolge: alle 8.00 già 24°C, si prospetta il vero caldo dell’estate australiana. Il fuso e l’odissea del viaggio ci hanno messo K.O., ma per fortuna abbiamo qualche giorno per rimetterci in sesto, metabolizzare le nuove condizioni atmosferiche ed entrare nel clima pre-corsa. Per fortuna non ci ho messo tanto ad ambientarmi, il che significa non soffrire più di tanto il caldo (qui si sfiorano i 40°), riuscire a riprendere il ritmo del sonno (alcuni miei compagni vagano nel pieno della notte come se fossero le 4 del pomeriggio perché ancora non ripresisi dal cambio di fuso).
Alle prime uscite in bici ci siamo imbattuti nel problema del senso contrario di marcia delle auto, che viaggiano sulla corsia sinistra a differenza di noi che teniamo la destra, problema che può sembrare banale, ma basta una disattenzione e ti puoi ritrovare sotto le ruote di qualche auto. Ma preziosa è stata l’esperienza passata del nostro capitano Paolini che già aveva affrontato queste strade in preparazione della scorsa edizione del Tour Down Under.
Amici, qui si prosegue con la preparazione che ci sta portando a ridosso dell’esordio stagionale, martedì è alle porte e sarà già ora di mettersi alla prova. Naturalmente non mancherò di mettervi al corrente dei risultati di ogni tappa, con commenti a caldo ed ancora tante curiosità! Inizia il countdown! |