 Dopo i successi prestigiosi al Tour e alla Vuelta è arrivato finalmente a Milazzo il giorno di Daniele Bennati sulle strade del Giro d’Italia. Sfruttando nel miglior dei modi il lavoro del treno Milram, quest’anno al servizio di Erik Zabel, il velocista della Liquigas è riuscito ad uscire allo scoperto nei 200 m, con una volata potente, che non ha lasciato nessuna opportunità di rimonta proprio al tedesco, che si è dovuto consolare del posto d’onore. Terza posizione per Danilo Hondo (Tinkoff Credit Systems), davanti a Thomas Fothen (Gerolsteiner) e Alberto Loddo (Tinkoff Credit Systems). Maglia rosa ancora sulle spalle di Franco Pellizotti, compagno di squadra del vincitore.
La sua ultima partecipazione al Giro risaliva al 2004 e non fu certamente esaltante per Daniele Bennati costretto al ritiro già nella prima tappa, così dopo ben quattro anni, per il velocista aretino, cresciuto all’ombra di Mario Cipollini, è arrivato finalmente in Sicilia il grande giorno. Nel suo palmares mancava una vittoria al Giro d’Italia, la corsa più importante per un corridore italiano, oggi sul traguardo di Milazzo questa lacuna è stata colmata e la soddisfazione all’arrivo era evidente negli occhi del velocista da quest’anno alla Liquigas, che ha dovuto rinuncia a tutta la prima parte della stagione a causa di un problema al ginocchio. Una vittoria cercata con tutte le sue forze, con una condotta di gara attenta in ogni piccolo particolare, con la quale è riuscito a sopperire alla mancanza di un vero treno a sua disposizione, sfruttando con astuzia quello più collaudato della Milram, la squadra orfana del suo velocista principe Alessandro Petacchi. Quando nel finale Marco Velo stava lanciando il tedesco Zabel è stato invece Bennati furbescamente ad inserirsi fra i due uomini Milram e con facilità a raggiungere per primo il traguardo.
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Una terza tappa, che causa delle numerose cadute in gruppo, ha creato un certo malumore fra i partecipanti, alcuni dei quali all’arrivo hanno criticato il percorso in alcuni tratti troppo pericoloso, con strade strette e tortuose. In effetti dopo il ritiro di Zabriskie di ieri per una caduta, stessa sorte è toccata oggi a Bradley McGee del Team CSC costretto ad abbandonare la gara per la frattura della clavicola dopo una caduta a circa 25 Km dalla conclusione. La carovana è partita alle ore 12.00 da Catania, in leggero ritardo rispetto all’orario previsto a causa dell’assenza della Slipstream bloccata nel traffico della città siciliana.
Intorno al Km 58 si sviluppa la fuga più importante della giornata, ne fanno parte Riccardo Chiarini (LPR - Ballan), Mickael Buffaz (Cofidis), Kevin Seeldraeyers (Quick Step), Matej Jurco (Team Milram), Pavel Brutt (Tinkoff Credit Systems) e Jeremy Roy (Francaise des Jeux), già protagonista di una lunga fuga ieri.
Il vantaggio dei sei uomini si mantiene costantemente fra i 2 – 2.30 minuti.
Poco prima dell’attraversamento di Messina una caduta di massa, causata dalla pioggia, vede coinvolti anche la maglia ciclamino Riccardo Riccò e il compagno di squadra Eros Capecchi (Saunier Duval – Scott), ben tre atleti della High Road Mark Cavendish, Kanstantsin Siutsou e André Greipel, ma ad avere la peggio sembra essere Dominique Cornu (Silence – Lotto), che dopo le prime cure può però riprendere la corsa.
A circa 30 Km dalla conclusione la fuga dei sei battistrada è neutralizzata ed il gruppo torna contatto. Ma poco dopo una nuova caduta spezza il gruppo. E’ questa volta Vasil Kiryenka a sbagliare traiettoria in curva e scivolare coinvolgendo anche altri corridori fra i quali Davide Rebellin, Graeme Brown e Bradley McGee ed proprio quest’ultimo a dover abbandonare la corsa.
Nella fasi finali il gruppo procede compatto, solo nell’attraversamento di Milazzo nel breve tratto in salita, quando mancano poco più di 7 Km all’arrivo, tenta l’allungo il messinese Vincenzo Nibali, ma ben presto il gruppo recupera e nonostante alcuni scatti, sono le squadre dei velocisti a guadagnare le posizioni migliori. All’ultimo chilometro sono gli uomini della Milram in testa alla corsa, ma il loro lavoro verrà vanificato dall’azione fulminante di un motivatissimo Bennati che indossa anche la maglia ciclamino. Dalla Liquigas la gioia di Daniele Bennati. "Quando Velo si è spostato pensavo di essere ancora troppo distante dall’arrivo. Mi spiace che Petacchi non sia presente: mi sarebbe piaciuto confrontarmi anche con lui. La prima vittoria al Giro è una cosa indimenticabile per un italiano. Avevo tanta voglia di vincere dopo lo sfortunato inizio di stagione ed oggi sono riuscito a scaricare tutta la rabbia sui pedali. Dedico questo bellissimo risultato a mia moglie Chiara ed al figlio che sta per nascere". Dal Team Milram, invece, le parole di Erik Zabel, secondo classificato. "I miei compagni di squadra hanno fatto un ottimo lavoro nel finale, prima Eichler ha allungato il gruppo, poi Sabatini e Velo mi hanno portato fino ai duecento metri finali. Io ero alla ruota di Bennati che, anche se è partito leggermente lungo, ha tenuto bene la velocità. Ho provato ad uscire una prima volta, ma ho tentennato perché mi sembrava presto e mi sono rimesso alla sua ruota. Ho riprovato a passarlo negli ultimi metri, ma Daniele è sempre andato molto forte. Complimenti a lui!"
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