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[Racconti] B&B: Bontempo&Bruseghin, largo ai ricordi Stampa E-mail
Scritto da Viola   
giovedì 03 luglio 2008

Il titolo non è casuale B&B: Bontempo&Bruseghin.
Il secondo cognome vi sarà sicuramente noto, il primo forse un pò meno. Bontempo Angelo, coetaneo di Marzio Bruseghin, lo avrete visto portando cappello con orecchie d'asino e scarponi da montagna, due parole, passione e "tifo" allo stato puro.

Angelo si racconta e ci racconta Marzio, in 20 domande.

1. Angelo, innanzitutto raccontaci un po’ chi sei.

Mi definirei un grande appassionato di ciclismo che ha la fortuna di conoscere bene un ciclista come Marzio Bruseghin

2. Cuore, Gambe…e? che cosa deve essere presente nel "tifoso Doc"

Innanzi tutto, come dicevo prima la passione che ti porta ad alzarti presto la mattina a dormire in tenda o in macchina , a farti tanti kilometri in auto o in aereo e tante cose che per molti possono essere insensate per vedere una corsa che magari passa in pochi minuti.

3. Tu e Marzio, via libera ai ricordi

Ho conosciuto Marzo all’età di 6 anni in prima elementare. Eravamo in 2 sezioni diverse,ma abbiamo avuto modo di conoscerci anche nella squadra di calcio del Cappella Maggiore, dove lui ha militato fino ai 14 anni, quando suo padre Corrado l’ha messo in sella. Erano anni che ci diceva "a 14 anni mollo il calcio per il ciclismo".
Diceva che secondo suo padre ad iniziare troppo presto si rischia di "bruciarsi". Sarà per questo che ha iniziato a vincere da Prof a 32 anni? Forse se avesse iniziato prima sarebbe riuscito a togliersi qualche soddisfazione in tempi minori.
Con il Cappella Maggiore siamo stati a fare un torneo in Belgio, a Charleroi. Sono stati 5 giorni indimenticabili. Lui mi deve dare una copia delle foto che ha fatto la sua mamma durante quei giorni… le sto aspettando dal maggio ’88…

A parte gli scherzi, con Marzio ho vissuto delle splendide esperienze… Nell’estate del 1985, dopo aver finito le scuole elementari e prima di iniziare le medie, quando non c’erano compiti per le vacanze, abbiamo trascorso dei mesi indimenticabili sempre insieme… nei campi alla ricerca di rane che volevamo spostare in ruscelli diversi. Non capendo mai il motivo di questa migrazione forzata. Oppure a giocare a golf, dove le buche erano i tombini dell’acqua.

E poi la sua Vittoria nella Vittorio Cansiglio del 1992 da Juniores. Che emozione vederlo uscire da solo all’ultima curva prima del traguardo di Crosetta con la maglia Rosso-Blu del Vittorio. Una delle ultime vittorie dell’UC Vittorio Veneto, prestigiosa società ciclistica che sembra sparita nel nulla.

Come pure la vittoria al trofeo Piva a Col San Martino da dilettante con maglia della Zalf… Ricordo di essere stato il primo ad abbracciarlo dopo il traguardo.


 Marzio (cerchiato di blu) e Angelo (il primo in basso da sinistra) ai tempi del Cappella Maggiore Calcio
- © Angelo Bontempo


4. Cappello da asino un buon bicchiere di Prosecco e tanta voglia di fare l’imbianchino, Zoncolan 2007…

Ricordo molto bene quella tappa. C’era il rischio pioggia e per evitare un’altra nottata in tenda in stile "3 Cime di Lavaredo" , abbiamo deciso di partire alle 5 di mattina direttamente da casa. Di buon’ora siamo arrivati sulla salita del Zoncolan e c’è stato il tempo per fare quelle 80 scritte inneggianti al Bruss che riteniamo siano il nostro record. Chiaramente dopo aver dipinto l’asfalto del Zoncolan e prima del passaggio dei corridori c’è stato il tempo per bere del buon Prosecco.

5. Marzio e i suoi tifosi…

Il Bruss si dimostra sempre molto cordiale con i suoi tifosi… e se c’è la possibilità non si sdegna di stappare una bottiglia del suo vino e di berla con loro.

6. Tu e il ciclismo...

La mia famiglia è sempre stata appassionata di ciclismo. Mio padre correva, mio fratello correva, mia sorella pure… Quindi è stato semplice apprendere questo interesse per il mondo delle 2 ruote "a pedali".

7. Tu e altri sport?

Ho giocato a calcio a 11 fino all’età di 19 anni, poi a causa di un grave infortunio ho dovuto smettere. Tuttavia, tutt’ora gioco in una squadra di Calcio a 5. Tornando in Italia dai mondiali di Madrid 2005, in aereo Marzio mi ha chiesto se poteva venire a giocare con noi quando finiva di correre in bici… Da parte della nostra squadra c’è la completa disponibilità, ora vedremo quando smetterà se avrà sempre quest’idea. Inoltre seguo moltissimi altri sport.

8. La tappa più bella che ricordi?

Ce ne sono troppe che ricorderei volentieri… Vissute dal vivo… direi l’arrivo alla Presolana del 2004 con Simoni che voleva sfilare la maglia rosa dal suo giovane compagno di squadra Damiano Cunego e Marzio che ha fatto una gara pazzesca al servizio del suo amico Dario Cioni. Ricordo che sul Vivione gli ha passato anche una ruota dopo che Cioni aveva bucato.

In TV ricordo una molta gioia la crono scalata del Santuario di Oropa dell’anno scorso. Ero in ufficio ed in assenza del capo mi ero portato una piccola TV portatile dove ho potuto seguire la vittoria di Marzio. Purtroppo dopo che il tempo di Di Luca aveva superato quello di Marzio e quindi dava a Marzio la vittoria ho lanciato in aria la mia piccola e povera TV. I colleghi mi hanno chiesto se mi dovevano portare in psichiatria…

9. L’aneddoto più bello di Marzio in corsa?

Giro d’Italia 1999 tappa Lauria – Foggia, mi trovavo per lavoro a Rionero sul Vulture in provincia di Potenza e la tappa passava proprio da quelle parti. In pausa pranzo sono andato sul percorso ed ho individuato un posto strategico dove sicuramente anche Marzio mi avrebbe visto… ricordo che arrivavano da una superstrada a 4 corsie e dovevano girare ad uno svincolo, dunque la strada si stringeva di un bel po’. Marzio mi ha visto e con il classico gesto di una mano mi ha semplicemente detto:" Ma che ci fai qui?" In affetti l’arrivo di Foggia distava ancora più di 100 Km e non era normale trovarsi dei tifosi a quasi 1000 Km da casa.

10. Sogni, tanti i vostri di tifosi, tanti quelli di Marzio in sella…

Ma credo che il sogno più comune ora come ora per noi tifosi sia una bella medaglia Olimpica, visto che Marzio è in lizza per partecipare alle Olimpiadi di Pechino 2008. Un altro nostro sogno è quello di una sua vittoria in una gara in linea con le mani al cielo…. E perché no, ad una Roubaix (che fino ad ora non ha mai fatto).

11. Quanti e quali pensieri ti scorrono nella mente mentre attendi una tappa di Montagna?

Se facciamo riferimento all’ultimo Gito D’Italia, la speranza era che Marzio fosse sempre nel gruppetto con i primi della classifica. Ma anche se si staccava all’inizio, c’erano buone probabilità che sulle sommità dei vari passi fosse di nuovo con i primi.

12. E quelli di una tappa a cronometro?

Qui ci sono sempre buone probabilità che vi scappi un buon piazzamento,se non addirittura la vittoria.

13. Amicizia, si, inutile nasconderla quella che ti lega a Marzio, è difficile avere un amico ciclista?

Un amico ciclista con le caratteristiche umane di Marzio è davvero difficile da avere, credo proprio di essere fortunato da questo punto di vista.

14. Il terzo posto sul podio di Milano, per te, che cos’ è significato?

Una bella soddisfazione!!! Tanta Gioia ed almeno 3 bicchieri di prosecco tutti d’un fiato…

15. Il podio nel tricolore a crono?

Ricordo con molta gioia la vittoria del tricolore crono 2006. Io ero a Los Angeles per lavoro ed il risveglio di quel martedì 20 Giugno è stato molto bello… ricordo che continuavano ad arrivarmi SMS che mi comunicavano la Vittoria di Marzio. Me ne sono arrivati 18,me lo ricordo bene!!! Poi in aereo il giorno dopo, mentre tornavo in patria,chiacchierando con una ragazza Californiana le ho parlato di Marzio e della sua vittoria ed arrivati a Francoforte, giusto all’uscita dall’aereo c’erano i quotidiani, tra cui la Gazzetta con la foto di Marzio in prima pagina… L’ho fatta vedere orgoglioso a questa "girl"!!!

16. Il ciclismo è anche sofferenza, per i tifosi?

Sofferenza? Ma è una gioia immensa. Lasciamo la sofferenza ai corridori.

17. Il tifo, dal tuo punto di vista, per un solo atleta, o per tutti quanti?

Essendo un grande appassionato, ho la fortuna di riconoscere tantissimi corridori, che certe volte si stupiscono loro stessi di come io li possa riconoscere. Per questo motivo spesso quando con i miei amici andiamo a vedere le corse, loro mi chiedono chi sia uno piuttosto che un altro per incitarli a gran voce tutti insieme. Detto questo credo sia semplice capire che il tifo va a tutti.

18. "AMETS" (sogno in lingua basca, ndr) che sogni ha un tifoso sulla strada?

Il sogno di ogni appassionato di ciclismo è quello che non vi sia più Doping in questo magnifico sport.

19. Marzio in 3 parole...

Cuore, Natura e Simpatia

20. Da qui, se vuoi, manda un messaggio a Bruss…

Ti aspetto a cena prima che inizi il Tour!!!


 Angelo durante il Giro 2007 - © Viola Nardi
 
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