|
Camaiore (LU) - Riparte da Camaiore il cammino glorioso di Leonardo Bertagnolli. Sconfitto il virus che lo ha tenuto fuori per diversi mesi a inizio stagione, il trentaduenne trentino è tornato brillantemente sulla strada del successo e conquista nella città toscana la sua undicesima perla in carriera grazie ad uno scatto deciso che ha lasciato sul posto gli avversari lungo le rampe del Monte Pitoro.
Una vittoria che dà morale al vincitore della San Sebastian 2007 e che lo conferma come corridore da “mesi caldi”. Secondo posto per Vasilj Kiryienka, il russo della Tinkoff Credit Systems in procinto di partire per le Olimpiadi di Pechino dove difenderà i colori nazionali nella prova a cronometro e in quelle su pista. Il terzo gradino del podio è per Maurizio Biondo, ventisettenne alfiere della Ceramica Flaminia – Bossini Docce di Roberto Marrone. Due brutti incidenti nei metri finali hanno rischiato di rovinare la festa. Nel primo, a causa di uno strano cambio di traiettoria di Francesco Failli (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo), sono finiti a terra Giampaolo Cheula (Barloworld), Donato Cannone (NGC Medical – Industria Porte), Luigi Sestili e Giampaolo Caruso (Ceramica Flaminia – Bossini Docce). Molto più impressionante la seconda caduta che ha visto Alessandro Bertolini atterrare rovinosamente su alcuni pannelli pubblicitari posti davanti alle transenne. Attimi di paura per il trentasettenne trentino che nell’impatto perde conoscenza per alcuni istanti prima di tornare lucido ed essere accompagnato in ospedale per accertamenti. La cronaca Una giornata umida e afosa ha accolto i protagonisti del GP Città di Camaiore, la tradizionale corsa toscana di piena estate. Alle 10.55 inizia l’avventura dei 137 partenti, tra cui l’idolo di casa Francesco Chicchi, il Campione Italiano Filippo Simeoni e il vincitore del Giro d’Italia 2007 Danilo Di Luca, acclamati dal folto pubblico che ha riempito lo stadio della città versiliese. I cinque giri iniziali del Circuito di Lido di Camaiore, intitolati all’indimenticabile Fabio Casartelli, vedono l’inizio della lunga fuga di Enrico Rossi, vincitore della speciale classifica. All’inseguimento del romagnolo della NGC Medical – OTC Industria Porte si portano Fabio Ciccarese e Marino Palandri. Lungo la prima ascesa verso il Monte Pitoro, il pugliese della Cinelli – OPD e il lucchese della Nippo – Endeka vengono raggiunti da Vincenzo Centrone (Preti Mangimi – Prisma Stufe) e dall’albanese Ervin Haxhi (Amore & Vita – McDonald’s). Ciccarese perde terreno durante la seconda scalata verso il GPM lasciando in tre gli ex compagni d’avventura che, comunque, vengono riassorbiti poco più avanti dal gruppo comandato dalla LPR – Ballan. Al Km 136 termina la lunga avventura di Rossi grazie al duro lavoro della Acqua & Sapone – Caffè Mokambo. Lungo la quarta discesa dal Monte Magno si forma un drappello di otto corridori in testa alla corsa formato da Alessandro Vanotti (Liquigas), Luca Paolini, Francesco Failli e Andrea Masciarelli (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo), Alessandro Bertolini (Diquigiovanni – Androni Giocattoli), Enrico Gasparotto (Barloworld), Leonardo Giordani (Ceramica Flaminia – Bossini Docce) e Eddy Ratti (Nippo - Endeka). Poco prima del quinto passaggio dal GPM, però, svanisce anche questo tentativo. Dopo lo scollinamento, allungo di Gabriele Missaglia (Diquigiovanni – Androni Giocattoli) e Maurizio Biondo (Ceramica Flaminia – Bossini Docce) a cui si accodano Leonardo Bertagnolli (Liquigas), Gabriele Bosisio (LPR - Ballan), Gianpaolo Cheula (Barloworld), Adriano Angeloni (Ceramica Flaminia – Bossini Docce), Massimiliano Gentili (Acqua & Sapone – Caffè Mokambo), Francesco Reda e Volodymyr Zagorodny (NGC Medical – OTC Industria Porte). Il gruppetto dei nove battistrada in discesa si infoltisce con l’arrivo di Danilo Di Luca (LPR - Ballan), Santo Anzà (Diquigiovanni – Androni Giocattoli), Vasilj Kiryienka (Tinkoff Credit Systems), Alessandro Bertuola (Preti Mangimi – Prisma Stufe) e gli instancabili Alessandro Bertolini ed Eddy Ratti. All’ultimo passaggio dal traguardo, il vantaggio dei quindici battistrada è di circa 30”. Sulla sesta ed ultima scalata del Monte Pitoro, Leonardo Bertagnolli piazza lo scatto decisivo che gli permetterà di portare a casa la 59ª edizione della storica corsa toscana. Il dopo corsa Torna a sorridere Leonardo Bertagnolli al suo ingresso in sala stampa. Il periodo dei problemi di salute sembra solo un ricordo. “Era dalla trasferta in Sud Africa a febbraio che non vincevo. Proprio lì ho preso un brutto virus che mi ha tenuto fermo per tutta la prima parte della stagione. E’ la mia prima vera corsa da allora, visto che sono rientrato al Memorial Pantani e poi al Campionato Italiano di Bergamo”. Parla del momento cruciale che gli ha permesso di arrivare al traguardo a braccia alte. “Mi sentivo bene, ho deciso di partire, mi sono girato e ho visto che nessuno mi aveva seguito, allora ho continuato nella mia azione. Il mio DS Mario Scirea mi dava i distacchi in continuazione. Ho capito di aver vinto a 3 Km dalla fine quando mi ha detto il vantaggio che ero riuscito a conservare”. Una vittoria conquistata su un percorso che ha affrontato poche volte in passato. “A questa corsa avevo partecipato solo nel 2004 quando ha vinto Paolo Bettini. Ero nella fuga ma, purtroppo, mi hanno ripreso durante l’ultimo giro”. Una parola per il suo futuro imminente e non. “Adesso andrò al Trittico Lombardo e poi al Trofeo Melinda sulle strade di casa. Per quanto riguarda la prossima stagione, invece, credo proprio che non rimarrò alla Liquigas. In quale squadra potrei andare? Ancora non lo so, è il mio procuratore che si occupa di questo”. Parlando del futuro, rivive anche le due stagioni passate con la maglia del team di Roberto Amadio. “Ho avuto molta sfortuna in questi ultimi due anni, i problemi di salute hanno condizionato molto le mie stagioni e non ho potuto giocarmi fino in fondo le mie carte nonostante l’anno scorso sia riuscito a vincere la San Sebastian che resta il mio successo più importante”. Conclude il suo intervento con una dedica speciale. “Voglio dedicare questa vittoria a tre persone a me molto care che ho perso nel 2008: mia nonna Gabriella, il mio amico Walter che mi seguiva negli allenamenti “dietro macchina” ed Enzo Moser che mi ha aiutato molto ad entrare nel mondo dei professionisti”. |