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Incredulità, gioia, commozione. Sono queste le emozioni che si possono percepire dal viso di Samuel Sanchez subito dopo averlo visto tagliare per primo il traguardo della prova in linea di Pechino 2008. Un successo tanto insperato quanto desiderato, uno di quei sogni che si fanno fin da bambini, ma che solo pochi eletti hanno il privilegio di realizzare.Sembra tutto già scritto nel destino di chi appartiene alla nazionale più forte del 2008 e parte con il pettorale 8 (considerato il numero della XXIX olimpiade), ma non per questo meno esaltante o più facile.
Lo spagnolo svolge nel migliore dei modi il ruolo di seconda punta nella squadra giallo-rossa e così quando Cadel Evans scatta all’ultimo giro, si fa trovare pronto e sfrutta nel migliore dei modi il suo spunto veloce beffando proprio sul traguardo l’azzurro Davide Rebellin. L’esperto corridore veneto sperava di festeggiare il suo trentasettesimo compleanno con un altro metallo ma, smaltita la delusione, capirà sicuramente che non è da tutti conquistare una medaglia così prestigiosa con il “titolo” di meno giovane del gruppo.
Può invece essere orgoglioso del suo terzo posto Fabian Cancellara, che in attesa della prova contro il tempo a lui più favorevole, si regala una medaglia di bronzo sempre prestigiosa conquistata dopo un inseguimento forsennato negli ultimi chilometri per riportarsi sui battistrada.
Conclusione amara della prova olimpica per Alexander Kolobnev e soprattutto per Andy Schleck, che dopo essere stato fra i più attivi nelle fasi finali con continui scatti e controscatti si è dovuto accontentare di un quinto posto, ma il lussemburghese è giovane e avrà altre occasioni per rifarsi.
Nonostante non siano riusciti a bissare il successo di Atene meritano un applauso tutti e cinque i componenti la nazionale azzurra, sempre presenti nelle fasi nelle fasi più importanti di gara, con una menzione particolare per Marzio Bruseghin e Vincenzo Nibali per il lavoro svolto a favore dei loro capitani. Mentre Paolo Bettini ha forse sacrificato le sue ambizioni in un marcamento ad uomo su Valverde che ha finito per allontanare entrambi dalle lotta finale.
La cronaca
A causa di una temperatura elevata ed un tasso di umidità del 90% la prima parte di gara viene condotta ad andatura tranquilla dal gruppo dei favoriti, mentre il boliviano Horacio Gallardo e il cileno Patricio Almonacid salgono all’onore della cronaca con un attacco dopo 2 Km.
La gara si infiamma intorno al Km 70, quando all’inseguimento dei due battistrada si forma un gruppo di 26 unità fra i quali spiccano i nomi di Jens Voigt, Kim Kirchen, Carlos Sastre, Roman Kreuziger e dell’azzurro Marzio Bruseghin. Un gruppo numeroso che guadagna un vantaggio massimo di poco superiore ai cinque minuti.
Sotto l’impulso di Russia e Stati Uniti, le due squadre che non hanno rappresentanti all’attacco, però il vantaggio dei battistrada, che ormai hanno neutralizzato i due sudamericani, diminuisce inesorabilmente.
A quattro giri dal termine, quando mancano un centinaio di chilometri alla conclusione, sono Ruslan Pidgornyy e il bielorruso Aliaksandr Kuchynski a tentare l’allungo dal gruppo di testa e ai meno 60 Km vengono raggiunti da Thomas Lövkvist, Rigoberto Uran e Johan Van Summeren, ma anche il loro tentativo sembra segnato perché alle loro spalle sono gli spagnoli con Sastre e Contador a prendere il controllo della gara, seguiti dagli italiani.
Ed è proprio ai 50 Km dal termine che la corsa entra nel vivo con continui scatti, fra i più significativi un allungo solitario del campione nazionale austriaco Pfanneberger, ma il gruppo si fa riporta ben presto su di lui. Ai meno 19 ci prova anche l’australiano Cadel Evans, rimasto sempre nell’ombra, con lui altri 15 contrattaccanti, fra i quali anche Andy Schleck, Davide Rebellin, Samuel Sánchez, Michael Rogers e Alexandr Kolobnev.
Nel corso dell’ultima ascesa sono però gli attacchi del minore dei fratelli Schleck a fare nuova selezione e al comando con il lussemburghese rimangono Samuel Sanchez e Davide Rebellin. I tre proseguono con scambi regolari e guadagnano subito qualche secondo di vantaggio su Rogers e Kolobnev.
Con un’azione sorprendente Cancellara riesce a riportarsi prima sui due inseguitori e poi sui tre battistrada, ormai tagliati fuori tutti gli altri pretendenti. La prova olimpica si decide quindi con uno sprint a sei, Rebellin lancia la volata ma vede svanire il suo sogno proprio in vista della linea del traguardo quando viene superato da Samuel Sanchez, che regala alla Spagna l’ennesimo successo di questo memorabile 2008.
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