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[Diario] Il racconto definitivo dal Tour Down Under [seconda parte] Stampa E-mail
Scritto da Marco Righetto   
marted́ 31 gennaio 2006
Ecco la seconda parte del racconto del mio debutto stagionale, al Jackob's Creek Tour Down Under. Buona lettura!
 
 
Mercoledì 18 Gennaio

1ª tappa del Tour Down Under. Uno spettacolo per il pubblico, un massacro per noi! Le temperature sono salite vicino ai 38° - 39°C con sole, vento, alte velocità e una guerra...
La tappa prevedeva 148 km su un percorso molto ondulato dove la pianura praticamente non si è mai vista come non si vedrà nei prossimi giorni.
Sarà stato il caldo, il sole, il vento, le velocità alte, sarà che è solo il 18 gennaio ma si volava e faticava molto. Dopo attacchi e contrattacchi alla fine è uscita la fuga di una ventina di corridori che si sono giocati tra di loro tappa e classifica, perchè il gruppo (me incluso) è giunto a 23 minuti... la salvezza di molti perchè davvero nella prima ora e mezza sembrava di essere già in piena stagione. C'è già chi arriva qui al 100% e punta al risultato, primi tra tutti gli australiani che davvero vanno già molto forte.
Il primo giorno vero di gara è comunque trascorso liscio, anche se oggi non era proprio giornata. I primi sforzi dell'anno pesano sul fisico e sicuramente ho capito che per vincere qui bisogna essere già in ottime condizioni. Per la cronaca ha vinto l'Australiano della Ag2r Simon Gerrans davanti al vincitore della scorsa edizione lo spagnolo della Liberty, Sanchez.


Giovedì 19 Gennaio

2ª tappa del Tour Down Under. Oggi faceva un caldo che è davvero impossibile descrivere! Mai avevo corso con questo caldo e questo sole cocente, non siamo mai scesi sotto i 40 gradi e abbiamo toccato i 44 per molto tempo. Sembrava di avere un phon che spirava contro, avrò bevuto 6-7 litri di acqua, sali, Coca cola e qualsiasi altra cosa mi fosse capitata in mano. La tappa, come al solito, è partita a tutta, sempre in fila indiana tra vento e caldo. Oggi stavo già un po’ meglio, infatti nella prima parte di gara ho provato più volte ad uscire ma non ci sono riuscito (forse è meglio così perchè stare in fuga qui a gennaio, dicono coloro che hanno già corso questa corsa, può costare caro al ritorno). Vedremo. Come era già successo ieri, è partita una fuga; oggi erano una decina ma la Ag2r con il leader Gerrans hanno controllato la corsa tranquillamente. Dopo la tappa sono tornato in hotel in bici assieme ad altri tre miei compagni... una trentina di km tranquilli allungando un po’ visto che siamo qui anche per prepararci alle prossime gare e sfruttare il clima oltre, ovviamente, per correre. Sempre per la cronaca ha vinto l'australiano della Liberty Allan Davis.

Venerdì 20 Gennaio

3ª tappa del Tour Down Under. Anche oggi il caldo e il vento l'hanno fatta da padrona, le temperature sono rimaste sempre sopra i 40 gradi arrivando spesso ai 45 con solo una piccola pausa in un tratto del percorso vicino al mare dove la colonnina del mercurio è scesa addirittura a 37. La differenza si è sentita subito anche se per poche decine di minuti perchè appena siamo risaliti sulle colline l'aria era terribilmente calda.
La tappa anche oggi è stata molto nervosa e ondulata, la fotocopia della tappa di ieri con la differenza che la fuga è uscita al 2° km in salita (le partenze che odio di più...in salita e a freddo). La Ag2r ha controllato tutto il giorno tirando sempre ad andatura brillante, forse troppo lavoro in vista della tappa decisiva di domani dove credo la Liberty e gli australiani più in forma faranno la differenza in salita.
E' davvero strano correre qui pensando che in Italia c'è neve, freddo e temperature polari. Ritrovarmi qua a metà gennaio con circa 50 gradi in più rispetto a casa...chissà al ritorno che botta! Ma non è ancora tempo di pensare al dopo Australia, ci sono ancora due tappe quella di domani per la classifica e quella di domenica, un circuito ondulato all'interno della città. Sarà davvero uno spettacolo da vedere e un massacro esserci dentro, ma farà bene per ricominciare ad entrare in clima Belgio. 
Ah, a proposito, le previsioni del tempo mettono per sabato e domenica ancora più caldo...resistere a queste temperature è davvero dura, ma meglio correre qui che patire il freddo dell'Italia anche se non vi nascondo che in questo momento preferirei il freddo da quanto caldo c'è!!! Ormai il limite di sopportazione ha raggiunto livelli astronomici e anche nelle camere con il condizionatore a tutta si sente il calore esterno.

Sabato 21 Gennaio

4ª tappa del Tour Down Under. Non ho più parole per descrivere le sofferenze climatiche di questi giorni e oggi è stato decisamente il giorno più caldo!!! Gli Australiani del luogo dicono di non ricordare giornate cosi calde sempre sopra i 45 gradi arrivando anche a 47! E’ incredibile correre in queste condizioni, siamo al totale opposto dell'Europa che vedo in queste settimane coperta da un freddo incredibile. Qui le temperature sono fin troppo alte, correre, poi, in questi posti dove l'ombra e la vegetazione sono molto scarse è davvero difficile, fare una gara andare in salita ma sopratutto scendere in discesa è terribile, è come avere sempre un phon sulla faccia. Spesso vengono i brividi di caldo cosa che non mi era mai successa in vita mia, ma nemmeno correre con queste temperature. E non ho mai desiderato il freddo e la neve come oggi! Amata Italia, per fortuna manca poco perchè con queste temperature è davvero dura resistere, ma c'è ancora la tappa di domani. Altra guerra e credo altro caldo atomico. Vabbè qui è cosi e si sapeva, nessuno, però, pensava ad un caldo così. Oltre al caldo c'era pure molto vento. La tappa è volata nella prima ora a 47 km/h con tanto ciglio e molti strappi e poi è uscita la fuga. Anche oggi, cavolo, ho provato ma nada de nada! Vabbè qualcosa proverò domani e in ogni caso sono comunque contento del lavoro fatto qui che sarà molto utile per i prossimi mesi in Europa. Ora l'unica cosa che mi preme oltre alla tappa di domani è cercare di adattarmi in fretta e senza ammalarmi alle temperature e al fuso italiano in modo da poter subito lavorare al meglio. Ora vado a nanna. A domani per il gran finale nel centro di Adelaide, una città davvero splendida.

22 Gennaio

5ª e ultima tappa del Tour Down Under. Anche oggi il caldo si è fatto sentire. L’ultima frazione prevedeva un circuito di 4.5 km all’interno della città, molto tecnico, con uno “strappetto”, tante curve e molto vento.
Quindi anche oggi è stata dura anche se, essendo un circuito, è passata meglio…e poi era l’ultimo giorno! Come si prevedeva pronti… via! E già eravamo in fila, a tutta. Per fortuna Paolini, oggi, si è inventato il numero e ha dato saggio della sua classe con un numero dei suoi. E’ stato tutta la tappa in fuga con altri 4, alimentando l’attacco, scattando a ripetizione, vincendo sia gli sprint che i gran premi della montagna e vestendo all’arrivo la maglia di “most aggressive”. Per quanto mi riguarda ho sofferto un bel po’ oggi, il caldo di questi giorni mi ha messo alle corde. Nel finale, però, ho ritrovato un po’ di grinta per provare a fare la volata, anche se non è andata un granché bene, perché nella bagarre ho perso qualche posizione che mi ha precluso la possibilità di provarmi fino in fondo. Nel rettilineo finale, in leggera salita e controvento, ho recuperato molte posizioni ma ormai la volata vera e propria era già andata. Nono posto con il rammarico di non averci provato fino in fondo ma la tranquillità di aver lavorato bene in questi giorni.

 

La prima parte del diario  

 
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