A tutti i lettori di questo sito un saluto speciale, sono una nuova arrivata in questa squadra e terrò uno spazio che esula leggermente dalla cronaca ciclistica, e che si specializzerà sui "racconti delle due ruote"... Ciclismo: ordini di arrivo, tempi, classifiche, nomi e numeri, ma soprattutto storie, sensazioni, delusioni, amarezze, lacrime di gioia e amici, tanti amici, tanti tifosi, tanti sguardi e un solo grido... W il ciclismo. Il mio primo scritto vuole essere un ricordo a chi mi avvicinò a questo mondo, Marco Pantani.
Il sole splendente illumina i miei occhi dopo un periodo di grigiore durato, sicuramente, troppo a lungo. Febbraio è iniziato da qualche giorno e si comincia a sentire il calore dei raggi dorati sulla pelle, proprio quei raggi invitano ad una gita al mare. Ma il mare si sa, soprattutto a febbraio, rimanda la mente a pensieri sicuramente tristi e grigi quanto una giornata di novembre. Come mai?
Le spiagge sono vuote, oserei dire deserte, non si sentono i rimbalzi di un pallone per giocare a beach volley, non si sentono le voci dei bambini che sguazzano nel mare, non si vede il brulicare continuo che caratterizza queste spiagge durante i mesi della bella e spensierata stagione che va sotto il nome di estate. Ciò che rimane in questo litorale Cesenatese è l’ombra di una statua senza nome, una statua che ritrae proprio colui che tante persone ha portato su queste spiagge dorate, che ha portato le persone a giocare e a divertirsi su questo splendido e celeste mare: Marco Pantani. Allora, anche se mi trovassi su qualsiasi altra spiaggia, il mio pensiero sarebbe comunque lo stesso; i brividi salgono lungo la mia schiena al pensiero che un atleta e un uomo come Marco, ancora non abbia una statua con il suo nome, una semplice targa commemorativa, un segno di riconoscenza per tutto ciò che ha rappresentato Marco per il nostro ciclismo, un atleta che ha riportato ai vertici il ciclismo italiano, conquistando nuovamente Giro e Tour nello stesso anno, imprese che solamente i grandi sapevano fare... Vogliamo o no dare finalmente un senso a questa statua? Se si, il gesto non è difficile, una targa con nome e cognome, si perché tutto il resto è superfluo, e finalmente tutte le Mamme e i Papà che arriveranno sotto questa statua, per azzardo o per volontà, stringendo la mano dei propri bambini, potranno spiegare a chi non ha avuto la fortuna di assistere alle vittorie di Marco chi fosse questo splendido atleta che due anni fa ha deciso di lasciarci qui, tutti quanti in una torrida tristezza. Ciao Marco. |