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[Tech] Telaio Corima Puma Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo   
domenica 26 giugno 2005

Il telaio monoscocca in carbonio Corima Puma, nato nel 1991 ha costantemente subito innumerevoli aggiornamenti sia per quanto riguarda i materiali utilizzati, sia dal punto di vista delle geometrie.


Il Puma viene venduto dalla casa francese Corima come adatto per i più svariati usi: dalle lunghe percorrenze (la squadra professionistica spagnola Kelme ha utilizzato questi telai nel 1993) ai circuiti ed alle multidiscipline quali duathlon e triathlon. Senza dimenticare il record dell'ora realizzato dall'inglese Chris Boardman in sella al "gemello" Corima Cougar, specifico per la pista.
Ultima importantissima annotazione: il Puma di fatto è l'unico telaio monoscocca in carbonio presente sul mercato che si può richiedere su misura, in piena epoca di standardizzazione è un dettaglio da non sottovalutare.

Il telaio

Appena lo si vede montato, il Corima Puma lascia decisamente senza parole. La linea a dir poco rivoluzionaria può piacere alla follia oppure non piacere affatto, senza mezze misure.
Ciò che colpisce maggiormente è la serie di archi che sostituiscono i classici triangoli di un telaio tradizionale. Fortemente accentuati tutti i fazzoletti di rinforzo, in special modo quello del tubo sterzo; nella misura da me provata (con il piantone di 59cm centro-fine) tale rinforzo occupa uno superficie di circa 15x18cm, forse un po' troppo ampia per un normale uso stradistico, un forte vento laterale potrebbe disturbare la linearità della marcia.

La parte posteriore invece è un vero gioello di design. Una piccola precisazione, in questo caso è corretto parlare di design e non di stile, lo stile è disegnare un oggetto basandosi esclusivamente sulla sua forma, invece il design industriale è il prodotto tra forma e funzionalità. Infatti osservando da vicino il telaio si intuisce che il Puma è il risultato di studi effettuati sul campo; anni e anni di attività agonistica in pista ad altissimi livelli, dove ogni piccolo particolare fa intuire, anche all'occhio meno esperto, i motivi per il quale è scelta una determinata forma.
Il triangolo posteriore è tutto questo: una scatola del movimento massiccia ma non troppo, un carro fortemente asimmetrico e dalla profilatura squadrata, un piantone che segue la linea della ruota posteriore con un incavo molto pronunciato per l'alloggiamento della stessa e per finire un bellissimo (decisamente la parte più riuscita del Puma) nodo sella; anche se in questo caso parlare solo di nodo sella è riduttivo data la complessità della struttura.


Telaio Corima Puma

- Il telaio Corima Puma montato Shimano con ruote Campagnolo Eurus -


Tutti i cavi, i due della trasmissione e del freno posteriore, scorrono internamente al telaio, questo se da una parte si ha una estrema pulizia delle linee, dall'altra si ha una minore scorrevolezza durante i vari funzionamenti.
L'adozione praticamente obbligatoria del bellissimo reggisella Corima in fibra di carbonio, da 25.0mm di diametro e di soli 7mm di spessore frontale, per via della sua conformazione porta il ciclista ad assumere una posizione in sella molto arretrata.
Da segnalare che il passo del movimento centrale è inglese.

Tester: Uomo, 31 anni, 68 chili, 186 cm, passista scalatore

La prova

Quando ci si siede sopra e si iniziano a dare le prime pedalate tutte le attenzioni sono catalizzate dalla posizione molto arretrata. La generale disabitudine a questa nuova posizione obbligano a qualche chilometro in più del normale per l'adattamento.
Non appena superato lo "choc" iniziale, si può iniziare ad apprezzarne i pro e i contro. Ad una andatura cicloturistica si percepisce una grandissima comodità in sella: l'insieme telaio-reggisella garantisce una comodità a dir poco straordinaria, così elevata da far venire dubbi sulla concreta efficienza del mezzo. Ma quando si iniza a fare sul serio e si iniziano a buttare manciate di watt sulle pedivelle, il Corima perde immediatamente il carattere mansueto e si trasforma in un vero telaio da competizione. Negli scatti è davvero uno dei migliori telai da me provati, la risposta non è troppo rabbiosa, come spesso avviene con un telaio in alluminio dell'ultima generazione, ma permette accelerazioni notevoli già dai primi metri senza incorrere nelle classiche "imbarcate" dell'alluminio.

Una volta lanciato, il Puma esprime tutto il suo potenziale, non dimentichiamo che il suo ambiente ideale è la pista, la quale è sinonimo di velocità, percui non appena si raggiunge una elevata velocità di crociera la si riesce a mantenere con stupefacente facilità, gambe permettendo ovviamente.

In salita l'unica nota dolente viene dal peso piuttosto elevato per un telaio moderno, 1900 gr (per la misura 59) non sono pochi anche se con le calotte dello sterzo incluse. Dire che non si sentono sarebbe raccontare una falsità, però bisogna ammettere che su pendenze non troppo elevate, sotto il 10%, si va via ancora molto bene. Poi, se non si è uno scalatore puro che percorre sui pedali la maggior parte delle ascese, la posizione arretrata agevola i passisti-scalatori nella pedalata "da dietro" permettendo ai più potenti di affrontare le salite con un pignone in meno rispetto al solito.

Capitolo discesa: anche qui serve un minimo di abitudine perchè nei veloci cambi direzione le ampie superfici del telaio tendono a fare un leggero effetto vela, perciò si avverte una sensazione di lentezza nel tirare su la bici e ripiegarla dall'altra parte. Comunque è più una sensazione che un reale problema, dopo un paio di discese di assestamento si può iniziare a spingere tranquillamente e ricercare traiettorie più ardite senza timori.
La forcella è da un pollice e in Italia il telaio viene venduto con la Carbotech M4 dallo stupefacente peso di 300 grammi intera. Oggettivamente è un componente di medio livello che fornisce una risposta neutra e nulla di più.

Giudizio finale

Il Corima Puma è un telaio per ciclisti a cui piace pedalare su un mezzo molto esclusivo. Di sicuro non si passa inosservati quando si ha un telaio del genere, le sue forme sono un elemento di rottura al conformismo che il mondo delle biciclette ci ha abituato. Ma questo telaio è sicuramente qualcosa di più di una provocazione, infatti il suo pezzo forte è il suo personalissimo carattere, talmente forte che sarebbe limitativo soffermarsi alla sola estetica.
Non dimentichiamo che il Puma è ideato e realizzato per le alte velocità ed è su questo terreno che esprime tutto il suo potenziale, ma la vera sorpresa è stato il suo rendimento in salita, decisamente buono nonostante la "stazza". Tutto questo fatto ad un livello di comodità a dir poco incredibile. Un appunto alla forcella, su un telaio di altissima gamma non avrebbe affatto stonato un componente di maggiore personalità e pregio, come per esempio la Mizuno Fiandre a steli dritti.


Telaio Corima Puma

- Telaio Corima Puma -


Pro:
Linea accattivante
Ottima risposta allo scatto
Molto veloce sul passo

Contro:
Adesivi di scadente qualità
Non leggero per essere un monoscocca in fibra di carbonio
Forcella di minor pregio rispetto al telaio

Il Produttore:

Corima S.A.
Uscita Autostrada A7
26270 Loriol
Francia
Tel: (+33) (0)4 75 63 85 37
Fax: (+33) (0)4 75 63 93 03
http://www.corima.com/

Il distributore per l'Italia:

O. Beltrami s.n.c.
Via Fratelli Cervi 84/a
42100 Reggio nell'Emilia
Tel: (+39) 0522 300523
Fax : (+39) 0522 307803
http://www.obeltrami.it/
E-mail : obeltrami@tin.it

 
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