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Eccomi tornato in camera al quartier generale Liquigas dopo la Tre Giorni De Panne, dove le cose sono andate così così. Sono stati giorni difficili per il vento, per i ritmi molto elevati, per lo stress, per i chilometri. Anche se speravo in qualcosa di buono dal punto di vista dei risultati, è stato, comunque, un piccolo passo in avanti e probabilmente, senza un po' di sfortuna e con un po' di esperienza in più, che da queste parti è molto importante, avrei potuto fare molto meglio visto che la condizione sembra in netto miglioramento.
Nella prima tappa, che prevedeva tre volte un tratto di pavè di 2800 metri e dodici muri in asfalto, dove ha vinto "l’enfante du pays", Leif Hoste, ho forato nel bel mezzo di un ventaglio, quando mi trovavo nelle prime posizioni del gruppo. Solo dopo una decina di km e un difficile inseguimento sono riuscito a rientrare. Poi, quando la corsa entrava nel vivo, proprio a 2 km dal primo tratto di pavè, quando ero riuscito ad imboccare davanti la stradina che lo precedeva, ho rotto il deragliatore e ho dovuto cambiare bici per ben due volte e...addio gara, nel tratto cruciale della corsa era poi impossibile recuperare! Nella seconda tappa di 230 km, che nei primi cinquanta prevedeva cinque muri del Fiandre (di cui tre in pavè), sembrava proprio la giornata giusta per provarci e così ho fatto. Pronti, via! Subito in fuga in 8, su e giù per quelle stradine e muri sotto una leggera pioggerellina: è stato proprio quello il problema, in un tratto di discesa sul pavè c’è stata una maxi caduta del gruppo che si è frazionato. La Discovery ha accelerato e attaccato fino a quando un gruppetto di massimo trenta unità ci ha ripreso per poi fare barrage e attendere il rientro di tutti, così si sono rimescolate le carte. Poi, con il vento sempre in agguato, è successo di tutto: qui, in corsa, la tensione e il “limare” ti snerva. Girata una curva siamo andati lungo il fiume e come si dice in gergo "vento de costado" e gruppo in frantumi. Proprio in quei frangenti ha forato Colli, il mio compagno di squadra: io l’ho aspettato, ma nel frattempo era successo il finimondo. Ci siamo ritrovati a riprendere gruppetto su gruppetto ma non siamo riusciti ad agganciare l’ultimo treno. Dopo una trentina di km in cui il gruppo era sempre lì a vista, è andato via ed è finita la corsa: cose che succedono da queste parti! Ma veniamo a oggi: due semitappe, la prima con partenza alle 9.00 con un discreto freddo; 120 km con i soliti tre muri e il vento sempre lì che gira e rigira, prima dietro, poi davanti, poi de costado. Risultato: finiamo i tre muri lì davanti, poi due curve sbagliate e succede il finimondo. Restano davanti 25 corridori: io, Colli, Pozzato, Ballan, Pieri, Tosatto e un’altra decina rimaniamo lì a poco, ma davanti Discovery e Lampre accelerano e...addio corsa! Peccato, perché era un’occasione importante per me, visto che continuo a sentirmi sempre meglio. Mi dispiace, poi, per la crono del pomeriggio: era più che altro un’occasione per provare le nuova bici da crono e la posizione in sella. Ora è quasi ora di cena e ci aspettano due giorni di pseudo riposo o recupero, dove sarà importante fare massaggi, allenarsi tranquilli, riposare e un po’ di relax in vista della prossima settimana con Fiandre, Gent Wevelgem e Roubaix. Proprio dal Fiandre si comincerà domenica. Sarà importante per me misurarmi e, in qualche maniera, mettermi in luce, o lavorando per il nostro capitano Paolini o cercando una fuga se questo la squadra mi assegnerà! A domani! |