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Boonen dipinge con l'iride i Muri del Fiandre Stampa E-mail
Scritto da Simona   
domenica 02 aprile 2006

E il cielo si colorò di un’iride splendente. Non è una poesia di un famoso scrittore ma è quello che ha compiuto oggi Tom Boonen vincendo il 90° Giro delle Fiandre. Il Campione del Mondo in carica, dopo il sorprendente successo del 2005 che gli spalancò le porte di una stagione da incorniciare, concede il bis sulle strade di Meerbeke e scrive un’altra pagina della storia del ciclismo moderno.
Il forte talento di Mol, che ormai non è più una promessa ma una certezza, non ha solo vinto una delle Classiche monumento che è già da sé un enorme risultato, ma ci è riuscito per la seconda volta consecutiva come solo Eric Leman era riuscito a fare (1972 – 1973).

 
 © bettiniphoto.net
 
Ma la cosa che rende ancora più straordinario il suo trionfo è che lo ha fatto con la maglia che ha conquistato lo scorso settembre sul traguardo di Madrid. Nessun iridato era mai riuscito a portare a casa la corsa fiamminga per due anni di seguito, neanche Bobet, Van Looy e Merckx, gli altri Campioni del Mondo che hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro della prova.
Partito come favorito numero uno, Boonen ha fatto una “strage” sul Koppenberg grazie ad un pauroso forcing e ha seguito Leif Hoste nello scatto vincente portato dal corridore della Discovery Channel sul Valkenberg per poi passarlo sul rettilineo conclusivo, diventando il nuovo leader del ProTour.
L’altra punta della squadra statunitense, George Hincapie, si è aggiudicato lo sprint per il terzo posto davanti ad un Peter Van Petegem (Davitamon – Lotto) che puntualmente risorge in questo periodo dell’anno e ad un Alessandro Ballan (Lampre – Fondital) che si conferma sempre più uno specialista di questi tracciati.

La cronaca

Dalla Piazza Maggiore di Brugge è partita sotto la pioggia alle 9.50, con dieci minuti di ritardo, l’avventura dei 199 protagonisti del Giro delle Fiandre, giunto alla sua 90ª edizione. Nella prima mattina sono stati effettuati i controlli sugli atleti di Credit Agricole, Davitamon – Lotto e Chocolade Jacques – Topsport Vlaanderen che sono stati dichiarati idonei.
Solo brevi allunghi nella parte iniziale della gara fino a quando, al Km 95, attaccano Michael Albasini (Liquigas), Thierry Marichal (Cofidis), Ludovic Auger (Française des Jeux), Bram Schmitz (T – Mobile Team), David Boucher (Unibet.com) e Rik Reinerink (Skil - Shimano). I sei fuggitivi se ne vanno in tranquillità fino al Km 145 dove inizia il primo dei 17 muri in programma.
Sul Molenberg (n. 1) Reinerink e Boucher si staccano dalla testa della corsa e, all’altezza del Km 160, vengono ripresi. Albasini e Auge, invece, resistono fino all’Oude Kwaremont (n. 3) dove iniziano a perdere terreno. Con Marichal e Schmitz rimasti da soli al comando, la Quick Step – Innergetic inizia a dettare legge in testa al gruppo sul Paterberg (n. 4).
Il duro lavoro di Serge Baguet, Paolo Bettini e Filippo Pozzato che scortano metro per metro il loro capitano anticipa uno scatto bruciante di Tom Boonen che sul Koppenberg (n.5) si rende protagonista di un terribile forcing che scuote sensibilmente la corsa. Gli unici corridori che riescono a rimanere agganciati al Campione del Mondo sono, oltre a Bettini, Andreas Klier (T-Mobile Team), Roberto Petito (Tenax – Salmilano), Fabian Cancellara e Karsten Kroon (Team CSC), Peter Van Petegem (Davitamon – Lotto), George Hincapie (Discovery Channel) e José Cayetano Julia (Caisse d’Epargne – Illes Balears). Tranne un primo gruppetto inseguitore, gli altri atleti rimasti in gara sono in netta difficoltà. Molto spesso in questo tratto del percorso molti corridori si vedono costretti a proseguire a piedi il loro cammino, ma il duro lavoro di Boonen ha incrementato notevolmente il numero di coloro che devono scendere dalla bicicletta per poter raggiungere la vetta del difficile Muro.
Alessandro Ballan (Lampre – Fondital), Leif Hoste (Discovery Channel) e Juan Antonio Flecha (Rabobank) raggiungono il gruppetto lungo lo Steenbeekdries (n. 6).
Poco dopo il termine dell’avventura di Marichal e Schmitz, al termine dell’Eikenberg (n. 8) anche Baguet, Pozzato, Erik Zabel (Team Milram) e Thor Hushovd (Credit Agricole) si aggregano alla nuova testa della corsa.
Lungo il Foreest (n. 10) Serguei Ivanov (T-Mobile Team) si porta all’inseguimento insieme ad uno dei primi fuggitivi, Marichal, che inevitabilmente si stacca dopo pochi istanti. Il Campione Russo si trova, così, a dare la caccia da solo fino a quando, dopo lo Steenberg (n. 11) alza bandiera bianca.
Ma è il Valkenberg (n. 14) il Muro che si rivelerà decisivo per questa edizione grazie ad uno scatto di Hoste che riesce a portarsi a ruota solo Boonen con gli altri compagni di avventura che non reagiscono allo scatto del belga della Discovery Channel.
A 30 Km dal termine Ballan decide di fuoriuscire dal gruppetto per qualche centinaia di metri. Una volta rientrato è Petito che, lungo il Tenbosse (n. 15) parte alla caccia dei due battistrada per poi essere ripreso poco più avanti.
I vari tentativi di ridurre il divario tra i fuggitivi e gli inseguitori si rivelano inefficienti. La corsa, quindi, sarà un duello tra Boonen e Hoste.

Ultimo Kilometro

Boonen passa in testa sotto il triangolo rosso invitando. I due si studiano per diversi metri fino ai meno 300 metri quando parte Hoste. L’iridato di Madrid, però, si porta alla sua destra facendo esplodere tutta la sua potenza che gli permette di andare a conquistare il successo. Mentre taglia il traguardo di Meerbeke, il venticinquenne belga punta gli indici verso di lui come ad indicare “Sono io il più forte”. Ed è stato proprio così.

Un applauso in più a

Tom Boonen (Quick Step – Innergetic): diventato il simbolo del ciclismo belga, l’erede di Museeuw diventa il primo corridore nella storia del Fiandre a centrare il bis in maglia iridata. Maestoso.

Quick Step – Innergetic: ancora una volta svolge un lavoro encomiabile in maniera perfetta grazie a Bettini, Pozzato e Baguet. Quante squadre si possono permettere il lusso di avere il Campione Olimpico e il vincitore della Sanremo come gregari?

Roberto Petito (Tenax – Salmilano): nonostante non fosse tra i partecipanti di diritto in quanto atleta di una squadra Professional, l’esperto corridore di Civitavecchia, quinto nel 2005, ha permesso al proprio team di mettersi in luce in mezzo alle più titolate formazioni ProTour lottando come un leone per tutta la giornata. Tenace.

Leif Hoste (Discovery Channel): ha sperato fino in fondo di poter mettere un importante sigillo nel proprio palmares. E’ partito forse un po’ troppo presto nella volata finale, ma è riuscito, comunque, a farsi battere solo da uno strepitoso Boonen. Coraggioso.

Alessandro Ballan (Lampre – Fondital): gli è mancata un po’ di lucidità nel momento dello scatto decisivo di Hoste, altrimenti se la sarebbe potuta giocare alla pari dei due rivali. Ogni gara che passa cresce sempre di più e sta entrando a grandi falcate nel gruppo degli esperti del pavé.

 

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