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[Diario] Boonen si conferma "profeta in patria" Stampa E-mail
Scritto da Marco Righetto   
luned́ 03 aprile 2006
Scusate il ritardo! Vi scrivo solo oggi, lunedì pomeriggio, visto che ieri sono tornato tardi all'hotel e poi, tra mille cose da sistemare e la stanchezza, si è fatto tardi. Ora sono solo in camera. Il mio compagno Albasini, ieri in fuga per una settantina di chilometri al Fiandre, se ne è tornato a casa stamattina, tornerà martedì prossimo. Torniamo a ieri per ripercorrere la Ronde, che era e resterà la corsa assieme alla Roubaix che amo di più. Correre sulle strade fiamminghe è qualcosa di unico, dà emozioni e una carica incredibile.

Ma veniamo alla corsa che è scattata alle 9.50 dalla Piazza Maggiore di Brugge. Nuvoloni e pioggia hanno fatto da sfondo, ma questo non ha tolto alla partenza il fascino e l’enorme pubblico sulla Piazza e per tutto il centro storico: correre tra due ali di folla per 200 km è unico, nessun’altra corsa può vantare questo.
Come vi dicevo siamo partiti sotto un acquazzone, cielo scuro e un vento fortissimo, inizialmente contrario poi laterale e sempre in continuo cambiamento, dunque uno stress maggiore per tutti!!!

Partenza lanciata a 60 Km/h con scatti e contro scatti e quello era il mio momento. Ho cercato in tutte le maniere una fuga, era il mio primo obiettivo: ad ogni scatto c’ero, anche se poi questo mi è costato un po’ perché l’andatura era sempre altissima. Nel frattempo il tempo è migliorato e dal mare ci siamo portati verso le fiandre, verso i muri ed il pavè.
Intanto al rifornimento è uscita una fuga a sei con il mio compagno di stanza “Alba” ed è cominciata la mia seconda corsa, il lavoro in favore di Paolini il nostro capitano. Sono stato per molti km al vento per fare prendere i muri e il pavè nelle prime posizioni e questo, in questa corsa e da queste parti, è fondamentale.

Non è stato facile perché ci sono continue volate, continua ricerca delle posizioni migliori, ma per fortuna ieri stavo abbastanza bene e comincio a sentire sensazioni molto buone. Dopo il terzo muro, la corsa è andata ed era finito il mio lavoro, poi stavo ancora abbastanza bene e volevo finirlo questo Fiandre soprattutto come esperienza. Purtroppo una caduta in un tratto di pavé in discesa mi ha messo fuori gara e per non compromettere le prossime gare ho preferito abbandonare.

Per la cronaca ha vinto il “Fenomenale” Tom Boonen, davvero l’assoluto protagonista, il più forte: era previsto, ma che vincesse con questa facilità davvero incredibile stupisce!
Per noi, purtroppo, la sfortuna ha giocato un ruolo importante visto che Paolini ha forato in un tratto non coperto dal cambio ruote, cioè tra il Pattesberg e il Koopenberg, e, dopo un lungo e solitario inseguimento, ha dovuto alzare bandiera bianca ed è giunto 32° col gruppetto degli immediati inseguitori dei 14 corridori che hanno fatto la corsa. Peccato davvero, perché ha dimostrato, poi, di essere in gran giornata…sarà per mercoledì!!!

Ora vi lascio, mi chiamano per i massaggi…a domani!

 

 
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