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Il giorno dopo! Sono passate 24 ore circa dalla fine della mia 2ª Parigi - Roubaix, ma sono presenti molto, nel mio fisico e nella mente, le conseguenze di una corsa così affascinante e bella ma terribilmente massacrante. Tra pochi minuti farò i massaggi e dovrò penare come mai, credo, perché davvero fatico a camminare e pure a stare seduto. Ho dolori molto forti ai glutei, alle braccia, al nervo sciatico e alla schiena.
Vi avevo lasciato venerdì sera dopo un allenanamento sul pavè. Sabato è stato giorno di trasferimento a Senlis, a nord di Parigi, dove abbiamo passato la vigilia della Roubaix. Dopo due orette in bici al mattino, nel primo pomeriggio c’era la presentazione delle squadre nella piazza di Compiègne dove ho avuto il piacere di trovare degli amici veri venuti direttamente dall’Italia e che casualmente ho ritrovato proprio nel mio stesso hotel. Uno è uno degli sponsor del mio sito, Roberto Vecchiato, titolare del Colorificio Sant’Eufemia, che conosco praticamente da quando ero bambino. Poi un amico anche lui di famiglia, ma ora diventato anche mio, cioè il maestro d’arte orafa Giuseppe Marchetti, che sta seguendo anche un progetto con me che vi avevo accennato e che tra poco potrebbe essere realizzato. Anche lui da sempre malato di Parigi - Roubaix, assieme a loro, suo nipote Alessandro, che correva con me fin da bambino e che conosco molto bene e mi ha fatto un gran piacere rivedere proprio lassù. Dopo la consueta presentazione, siamo ritornati in hotel per i massaggi e, da qual momento, è salita la tensione e la pressione, che non gioca a mio favore. E’ la mattina del 9 Aprile, per me oltre che ad essere il giorno della Parigi - Roubaix è anche un giorno speciale, un anniversario importante per me, due anni con la mia fidanzata, anzi quasi moglie… e ci tenevo ancor di più a fare qualcosa. Alle 10.50 siamo partiti subito molto spediti. Pronti, via e già sopra i 50 km/h. Io volevo a tutti i costi lasciare un piccolo segno e, visto che sapevo di non poter ancora lottare per un gran risultato, il mio obiettivo era passare la foresta di Arenberg in fuga, tanto da poter fare poi una bella gara. Purtroppo, però, la voglia di strafare mi ha cotto un po’. Ho provato troppe volte e a alla fine mi sono lasciato andare via 4 corridori; io, però, ho continuato e riprovato visto che ormai le cartucce le avevo già sparate. Purtroppo mi han lasciato andare troppo tardi, mancavano solo una decina di km prima del 27° settore di pavè e in tre siamo riusciti a guadagnare massimo 1'30'', troppo poco a quel punto della corsa, ma abbastanza per passare i primi 9 settori di pavè in fuga… un’emozione e un’adrenalina unica! La corsa dei miei sogni, tantissima gente, la diretta tv, il pavè, è durata una settantina di km. Purtroppo mi hanno ripreso nel settore prima della Foresta, impossibile recuperare energie. Senza nemmeno respirare ho preso il tratto storico della Roubaix in fondo al gruppo è lì la corsa se ne è andata. Ho voluto comunque finire la gara, lontano dalla corsa vera ma contento di aver fatto un passo avanti. Spero di ritornare qui l’anno prossimo avendo un bagaglio di esperienza ancora superiore e una tranquillità maggiore. A domani. Ciao amici. |