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Giro: il Delfino di Peschici Stampa E-mail
Scritto da Simona   
marted́ 16 maggio 2006

Lo avevamo già capito ieri, da quello scatto bruciante, da quella rimonta sorprendente che il suo momento sarebbe arrivato molto presto. La sua attesa è durata solo 24 ore. Quel guizzo che gli ha fatto prendere applausi nel cammino verso Termoli, ha permesso oggi a Franco Pellizotti (Liquigas) di conquistare la decima tappa del Giro d’Italia (Termoli – Peschici, 190 Km), il suo successo più bello.


 
 © ultimokilometro.com


Questa giornata si può racchiudere nei volti dei corridori. Quello sorridente e gioioso di chi la vittoria l’aveva sognata e adesso l’ha raggiunta, di chi era partito come outsider e adesso si ritrova come uomo classifica, di chi alla vista del mare si è tuffato dello spumante (e chi poteva farlo meglio del “Delfino di Bibione”).
C’è anche chi, come Axel Merckx (Phonak Hearing Systems) il viso lo ha coperto di lacrime e delusione per essere passato in pochi secondi da vincitore a sconfitto, perché avrebbe pagato oro per tagliare quei maledetti 150 metri di strada che lo hanno separato dal traguardo, avrebbe fatto carte false per far uscire dal suo DNA i geni di suo padre per poter cogliere quel successo che sarebbe stato più che meritato.
C’è, poi, lo sguardo degli altri fuggitivi, di chi ha sperato per 150 Km che fosse la volta buona, la fuga giusta, l’occasione per dare una svolta alla stagione e che, con il volto stanco e sudato, si deve accontentare del lungo e meritato applauso del pubblico perché ha sognato fino in fondo di poter passare sotto lo striscione con le braccia verso il cielo e adesso è consapevole che quel momento di gloria può arrivare molto presto.
C’è, inoltre, chi, come Paolo Bettini (Quick Step – Innergetic), ha una smorfia di disappunto perchè questa volta per primo il traguardo è riuscito a tagliarlo, peccato, però, che la fuga non si sia arrestata prima.
E c’è, infine, chi sul volto ha impressa la grinta come Damiano Cunego (Lampre – Fondital), Danilo Di Luca (Liquigas), Paolo Savoldelli (Discovery Channel) e Gilberto Simoni (Saunier Duval – Prodir), che sulle rampe dell’ascesa finale hanno tentato di recuperare secondi importanti per la classifica finale prima di essere respinti dall’attuale re del Giro, Ivan Basso (Team CSC).


La cronaca

Il caldo del popolo meridionale si confonde con la splendida giornata che illumina il magico scenario della costa del Sud.
La fuga principale, quella che ha permesso di decidere il vincitore, è nata al Km 50 e, intorno al Km 84, ha preso i suoi lineamenti definitivi. Protagonisti dell’azione regina della frazione odierna, 21 corridori: Alessandro Vanotti (Team Milram), Franco Pellizotti e Charles Wegelius (Liquigas), Giovanni Lombardi (Team CSC), Marco Pinotti e Angel Gomez (Saunier Duval - Prodir), Sergiy Matveyev (Ceramica Panaria - Navigare), Benoît Joachim (Discovery Channel), Sven Krauss (Gerolsteiner), Sylvain Calzati e Hubert Dupont (Ag2r Prevoyance), José Luis Carrasco, Francisco Perez, Joan Horrach e Vladimir Efimkin (Caisse d'Epargne - Illes Balears), Benoît Poilvet (Credit Agricole), Serguei Yakovlev (Liberty Seguros - Würth Team), Axel Merckx (Phonak Hearing Systems), Theo Eltink e Alexandr Kolobnev (Rabobank) e José Serpa (Selle Italia - Serramenti Diquigiovanni).
Sulla salita verso il GPM di Monte S. Angelo, la Lampre – Fondital decide che la fuga potrebbe essere pericolosa per la presenza di Pellizotti (maglia rosa virtuale per diversi chilometri), che in classifica generale ha meno di 6’ di svantaggio. Per questo motivo, con le altre squadre che stanno a guardare, il team di Saronni si porta a condurre il gruppo e inizia una sorta di tira e molla con i fuggitivi, fino a quando il divario non si stabilizza in una zona tranquilla.
Per tenere alta l’andatura, i battistrada iniziano una serie di scatti e controscatti con Calzati e Dupont tra i più attivi. Gomez e Matveyev, intanto, hanno alzato bandiera bianca e si lasciano riprendere dal plotone principale.
Il non perfetto manto stradale causa la caduta di Davide Rebellin (Gerolsteiner), Luca Mazzanti (Ceramica Panaria – Navigare), Leonardo Duque (Cofidis), Sergio Ghisalberti (Team Milram) e Francisco Vila (Lampre – Fondital). Fortunatamente i coinvolti non riportano gravi conseguenze, se non spavento e abrasioni.
Mancano 15 Km dalla conclusione quando Axel Merckx gioca il jolly e scappa dai suoi compagni di avventura. Il belga, medaglia di bronzo ad Atene 2004, tenta il tutto per tutto per ripetere la bella prestazione che a Prato nel 2000 gli ha permesso di apporre il suo pesante cognome nell’albo d’oro di quell’edizione.
Purtroppo per lui, però, la salita finale lo castiga, le sue gambe diventano pesanti fino a quando, a solo 150 metri, si vede superare da Franco Pellizotti che mette le mani sulla frazione.


Un applauso in più a...

Tutti i 21 fuggitivi: per essere entrati nella fuga giusta ed averci creduto fino in fondo.

Franco Pellizotti (Liquigas): aveva preparato bene questo Giro e si vede. Da outsider diventa uno dei protagonisti. Bravissimo ieri, maestoso oggi.

Axel Merckx (Phonak Hearing Systems): il vincitore morale di oggi. Senza togliere niente alla stupenda vittoria di Pellizotti, questo successo se lo sarebbe meritato davvero. Sfortunato.

 
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