spacer
spacer search

Ultimokilometro.com - Notizie dal ciclismo
Articoli, commenti e immagini

Search
spacer
 * TOUR DE FRANCE *


Nel Calendario
i Partenti definitivi
del TOUR DE FRANCE
...e nelle Immagini
in arrivo nuove foto!!! 
 
header
Home page
Editoriali
Notizie
Immagini
Speciali
Interviste
Calendario
Squadre
In libreria
Link

 
Home page arrow Interviste arrow Il "Cucciolo" del gruppo - Intervista a Eros Capecchi

Il "Cucciolo" del gruppo - Intervista a Eros Capecchi Stampa E-mail
Scritto da Anna   
marted́ 06 giugno 2006
Continuiamo nella nostra panoramica sui neoprofessionisti 2006 andando a conoscere più approfonditamente il più giovane fra gli atleti passati nella massima categoria. Stiamo parlando del diciannovenne (compirà 20 anni il prossimo 13 giugno) Eros Capecchi, una delle promesse del ciclismo italiano. Per lui un solo anno fra i dilettanti con il team pistoiese di Mastromarco, ma già nella seconda parte della stagione 2005 qualche gara di rodaggio come stagista al fianco di campioni già affermati come Stefano Garzelli e Danilo Di Luca, prima del debutto ufficiale con la Liquigas, uno dei tre team italiani del Pro-Tour.
Sicuramente una bella soddisfazione per il corridore nato in Umbria ma residente a Borghetto sul Trasimeno (piccola località sulla sponda toscana dell'omonimo lago), che nel suo palmares può vantare un titolo nazionale juniores, un quarto posto nella stessa categoria ai Mondiali di Verona del 2004, oltre a piazzamenti di prestigio in competizioni a livello internazionale. Ha inoltre partecipato con la maglia della nazionale al Giro delle Regioni, al Campionato Europeo e ai Giochi del Mediterraneo, unico rammarico la mancata convocazione ai Mondiali di Madrid del 2005 fra gli Under 23.
 
 
GP Costa degli Etruschi - © Margaret Kaeppeli
 
A che età hai iniziato?

Ho iniziato a correre in bici all’età di 8 anni in G3.

La tua famiglia ti ha incoraggiato in questa scelta o avrebbe voluto farti fare altri sport?

La mia famiglia adora il ciclismo, sono sempre venuti ad accompagnarmi agli allenamenti e a tutte le mie gare.
 
Sei riuscito a conciliare studio e ciclismo?
 
Se si intende studio come scuola allora no. Odiavo andarci, ma ciò non aveva niente a che vedere con il ciclismo. Stavo male la mattina quando mi dovevo alzare con il pensiero di andare a perdere 5 o 6 ore di vita lì dentro.
Poi la cultura è un’altra cosa e cerco giorno per giorno di migliorarla da solo, senza perdermi tra quei quattro muri.

Cosa hai dovuto sacrificare per fare ciclismo?

Tanto e niente. Dipende dai punti di vista. Io amo questo sport, è la mia vita, quindi non ho sacrificato niente.

Perché un giovane sceglie di fare ciclismo, nonostante sia uno degli sport più faticosi?

Perché all’inizio non si sa a cosa si va incontro, poi quando sei dentro ti coinvolge tantissimo.

In quali squadre hai militato prima di passare prof?

Nei giovanissimi ho iniziato con la Nestor di Marciano, per poi terminare questa categoria con l’Uc Quota Mille di Camicia, un paese qua vicino casa mia.
Negli esordienti e negli allievi ho fatto tutti e quattro gli anni nell’Olimpia Valdarnese di Montevarchi. Poi i 2 anni da Juniores con l’Arianna Rimor e, infine, il 2005 è stato l’anno di passaggio tra i dilettanti nella Mastromarco.

Chi sono stati i tuoi maestri?

Tra gli esordienti Luca Corsi e tra gli allievi Mario Sacchetti, sempre con le incursioni costanti di mio padre.
 
Qual è il consiglio più frequente che ti hanno dato in passato e che ti è servito in questi primi mesi nella massima categoria?
 
A me dicono tutti di stare calmo e di non avere fretta, ma ancora devo capire se è un consiglio!

Pensi che fin dalle categorie giovanili sia utile una ferrea disciplina da parte dei DS per meglio forgiare il carattere di un ragazzo?

E’ utile la disciplina, ma non l’esasperazione.

La ricerca dei risultati, delle vittorie, un'intesa attività fin da dilettanti, non credi che logori un giovane prima ancora di passare professionista?

Sì, sicuramente, perciò nel 2005 ho scelto la Mastromarco. Anche se ad ogni corsa andavo per vincere, quello era ciò che volevo io, loro invece non mi hanno mai chiesto niente.

Qual è la corsa o la vittoria che ricordi con più entusiasmo? 

Il Campionato Italiano sicuramente, sia per il momento in cui ho indossato la maglia, che per come si è svolta tutta la gara.

Un episodio che invece vorresti dimenticare?

Il periodo tra il primo e secondo anno tra gli allievi, perchè avevo tanto mal di schiena e non riuscivo neanche a stare in bici.
Più avanti, invece, le mie convocazioni ai Mondiali mai arrivate: nel 2003 da juniores e l’anno scorso tra i dilettanti.

Fra i giovani passati professionisti c'è qualcuno con cui hai duellato anche fra gli Under 23?

Sì, più di uno.

Hai avuto particolari problemi per firmare un contratto da professionista?  

Problemi nello scegliere la squadra, visto che si erano offerti in tanti.

Hai un idolo o comunque un ciclista a cui vorresti assomigliare?

Sì naturalmente, Indurain.

Quale è stata la gara del tuo debutto fra i professionisti?

La gara del debutto proprio come professionista, quindi togliendo l’anno scorso le gare da stagista, è stata il 17 gennaio di quest’anno in Australia con il prologo del Tour Down Under.

Cosa ricordi di quel giorno? Eri emozionato?

Ero molto emozionato per la mia prima gara da stagista. Ero in Italia e c’era tanta gente lì per me. In Australia, invece, ero molto tranquillo.
 
 
 GP Beghelli 2005 - © Andrea Lama

Qual è stata la prima sensazione che hai avuto in gruppo pedalando a fianco di atleti già affermati? Ti hanno dato dei consigli?

Sì, per esempio i miei compagni di squadra mi consigliano come muovermi in gruppo o in che posizioni affrontare le salite.

Chi è stato il primo collega con il quale hai scambiato qualche parola?

Mi pare Andriotto l’anno scorso quando arrivato andato all’hotel dove alloggiavamo per la 2 Giorni Marchigiana.

Quali sono le principali differenze che hai notato nel modo di affrontare una gara fra professionisti e Under 23?

Tra i professionisti vanno molto più forte, specialmente negli ultimi 30 - 40 chilometri.

Non credi che l'uso dell'auricolare privi il corridore della sua inventiva?

Forse, ma ormai è necessario e non se ne può fare a meno.

Durante i primi ritiri della squadra, sei stato oggetto di qualche scherzetto?

Sì, ma non scherzi veri e propri. Durante il primo ritiro ci hanno fatto un po’ cantare e un po’ correre sotto la neve quasi nudi.

Qual è la tua giornata tipo durante il periodo agonistico?

Mi alzo verso le 9, faccio una bella e abbondante colazione con un po’ di tutto, poi mi preparo e vado in bici.
Torno, mangio e poi mi rilasso quasi sempre davanti alla mia xbox. Mi diverto anche con il computer, specialmente a guardare film. Così mi passa tutto il pomeriggio, e anche la sera.

Per gli allenamenti segui tabelle particolari? Usi il cardiofrequenzimetro o vai a sensazioni?

Sì ho delle tabelle e quindi devo anche usare il cardiofrequenzimetro.

Hai un percorso abituale sul quali testi la tua condizione?

No, la condizione di solito la testo in corsa. Non riesco durante gli allenamenti, anche perché li faccio sempre da solo.

Sei particolarmente attento all'alimentazione? In squadra avete un dietologo che vi segue? Ci sono dei cibi che hai completamente abolito dalla tua dieta?

No, mangio di tutto, ma naturalmente roba sana, non porcherie. In squadra non credo ci sia il dietologo, almeno io non lo conosco. Non ci sono cibi che elimino, solo quelli che non mi piacciono.

Parlaci un po' delle tue caratteristiche come corridore. Quali sono i percorsi che preferisci? Meglio le corse in linea o quelle a tappe?

E’ ancora presto per dire che ruolo avrò tra i professionisti. Prima, nelle categorie giovanili, andavo molto bene in salita e sul passo. Mi sono trovato a vincere anche volate di gruppo, quindi un po’ completo. Meglio le corse a tappe.

Pregi e difetti nello sport?  E nella vita privata?

Difetti, forse che sono molto perfezionista. Un mio pregio è che sono troppo, troppo bravo con tutti.

La corsa dei tuoi sogni? 

Per le corse di un giorno naturalmente la Milano-Sanremo.
 
 
 GP di Lugano - © Margaret Kaeppeli

C'è un impresa nel recente passato o un campione che ti ha particolarmente entusiasmato?

Mi è sempre piaciuto molto Ullrich e lo stile di Indurain.

Quali sono le tue aspettative in questa  prima stagione fra i professionisti? E per il futuro?

In questa prima stagione da professionista mi aspetto di migliorare, di crescere e anche di formarmi fisicamente. Per il futuro proprio non so e non voglio pensarci.

Cosa vorresti dire ai tuoi Direttori Sportivi?

Niente in particolare, sono tutti molto gentili e sempre disponibili con me.

Vuoi aggiungere qualcosa?

No, scappo in ritiro altrimenti partono senza di me!! 


La scheda di Eros Capecchi

Data e luogo di nascita: 13 giugno 1986 a Castiglione del Lago (PG)
Altezza: 182 cm
Peso forma: 64 kg
Professionista dal: 2006

Squadre:

2006 - Liquigas

Principali risultati 
 
3° - 3ª tappa del Giro del Lussemburgo
4° - 1ª tappa del Giro del Lussemburgo
5° - 2ª tappa del Giro di Catalogna
 
 
 
 
< Prec.   Pros. >
spacer


 

© Tutti i diritti riservati. Testi e foto, ove non specificato diversamente, sono di proprietà di ultimokilometro.com
e non possono essere duplicati senza autorizzazione dei rispettivi autori. Ultimokilometro.com non viene aggiornato periodicamente e non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina sull'editoria di cui all'art.1 -comma 3- della Legge n.62 del 7/3/2001.
spacer