|
Con una stupenda fuga solitaria, Daniele Contrini (Team L.P.R.) vince a sorpresa la seconda tappa del Giro di Svizzera (Bremgarten - Einsiedeln, 165 Km). Non nuovo a questi tipi di attacchi, il bresciano della Val Trompia conquista un successo importante e onora degnamente l'invito che la corsa elvetica inserita nel calendario ProTour ha riservato alla sua squadra iscritta nei Team Professional. Lo sprint per il secondo posto viene vinto da Daniele Bennati (Lampre - Fondital) che diventa il nuovo leader della classifica generale. Terzo, alle spalle del corridore aretino, Erik Zabel (Team Milram).
L'unico rammarico per la giornata di Contrini è quella maglia oro sfuggita per pochi secondi. Grazie al Team LPR ci arrivano le dichiarazioni a caldo dopo la bella impresa. "Di maglie sul camper ne abbiamo parecchie - ha detto il DS Orlando Maini -. Abbiamo vinto con un corridore dal cuore grandissimo. Oggi ha fatto qualcosa di straordinario, conquistando un successo che, ad onor del vero, mancava da un po' troppo tempo. Questa vittoria ci serviva, perchè sapevamo che la società ci stava mettendo nelle condizioni ideali per ben figurare e dunque c'era la voglia di ripagare, con un grande risultato, questa fiducia. Certo non avremmo mai immaginato che sarebbe arrivato su un palcoscenico di questa levatura. Ieri sera abbiamo fatto un summit con i ragazzi, ci siamo detti che qualcosa dovevamo inventarci. E tra i nostri piani c'era anche questa fuga da lontano di Contrini".
E dietro al successo di Contrini c'è una storia tutta da raccontare. Una storia che parte da questo inverno, quando - per mantenere una condizione atletica accettabile - Contrini, ogni giorno, aiutava il papà nell'impresa edile di famiglia, facendo il manovale: “L'ho sempre considerato un buon allenamento - dice oggi, dopo il traguardo - fare il muratore mi aiuta a mantenere una forma fisica accettabile anche durante l'inverno. Oltre a questo, mi piace fare alpinismo e, tante volte, ho impugnato la picozza e mi sono arrampicato sulle montagne nei pressi di Gardone. Insomma, quando le strade sono innevate e in bicicletta non si può andare, io trovo sempre dei diversivi". Una ricetta che, dopo una carriera comunque onorevole, l'ha portato a questo straordinariotrionfo: “Ho pensato di avercela fatta solo all'ultimo chilometro - spiega Contrini - ero rimasto scottato dalla Tirreno quando, dopo una fuga del genere, mi avevano ripreso a duecento metri dal traguardo. Sono arrivato a guadagnare anche tredici minuti di vantaggio, poi ho interpretato la salita con passo regolare e, negli ultimi chilometri, ho dato tutto quello che avevo". Un successo che vale mille dediche: “In primis alla squadra, ai dirigenti, ai tecnici e ai compagni. Oggi i consigli dell'ammiraglia sono stati determinanti. Bravissimi anche i ragazzi a proteggermi dietro. Venivamo da un periodo non proprio positivo - conclude il bresciano - questa vittoria cambia completamente la nostra stagione e ci ripaga di tutti i sacrifici fatti".
Grande soddisfazione anche da parte del responsabile delle relazioni esterne Massimiliano Bordogna: “E' una vittoria esaltante - spiega - che dà un senso completamente diverso ad una stagione che, sul piano dei risultati, non era partita sotto i migliori auspici. Vincere una tappa al Giro di Svizzera, dopo una fuga del genere, credo sia lo spot migliore per la nostra squadra ed il regalo più bello per gli sponsor che, in questo biennio, hanno sempre avuto fiducia in noi. Complimenti sinceri al ragazzo e un bravo alla squadra e ai tecnici che, nel momento clou della stagione, hanno saputo regalarci questa fantastica impresa".
Infine, il team manager Omar Piscina: “E' senza dubbio la vittoria più importante da quando esiste il Team Lpr - sono le prime parole del Team Manager - un successo ottenuto con l'atleta che meglio rispecchia lo spirito di questo sodalizio, che - pur inseguendo grandi ambizioni - ha sempre lavorato con grande umiltà ed abnegazione. Contrini, da solo, riassume tutti i valori che ci hanno sempre animato in questi anni. E' un successo che, fra l'altro, ci ripaga da un periodo affatto facile, in cui la jella non ci ha mai dato tregua. Lo stesso Contrini, dopo la beffa alla Tirreno, aveva un debito con la sorte e oggi, finalmente, quel debito è stato saldato. Infine, questo successo dovrebbe far riflettere i grandi padroni del ciclismo, quelli che si ostinano a snobbare tutte le squadre che non fanno parte del Pro Tour. Se in una competizione di questo livello, vince l'unica squadra Professional iscritta, allora significa che gli atleti buoni esistono anche al di fuori del Pro Tour".
|