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Il Giro Baby e il Giro Donne rischiano di morire Stampa E-mail
Scritto da Simona   
mercoledì 14 giugno 2006
 L’immagine è emblematica. Sui fondali delle interviste, sugli archi che indicano traguardi volanti e ultimo chilometro, sugli striscioni non compare alcuno sponsor. Soltanto i colori delle maglie abbinate alle varie classifiche o una vaga sfumatura azzurrina, che trasmette un senso di serenità ma che mal s’intona con l’umore degli organizzatori.

Egidio Event, la società che per il 2006 ha preso in carico l’organizzazione del Giro in versione Baby e Donne, sta svolgendo al meglio il proprio lavoro. A detta di tutti i componenti la carovana del Giro Under 26, questa edizione (la trentacinquesima) svetta, rispetto allo standard del calendario internazionale, per efficienza e professionalità. Del resto, la squadra messa in campo da Egidio Event è di prim’ordine a cominciare dal “capitano”: l’avvocato Carmine Castellano, che dopo aver organizzato sedici Giri d’Italia professionistici sta ora prestando la propria consulenza a Egidio Event.
E’ Mario Poli, amministratore delegato di Egidio Event, a lanciare l’SOS: «Stiamo facendo fronte con serietà agli impegni assunti nei confronti della Federciclismo: manterremo tutte le promesse, sia per il Giro Under 26 sia per il Giro Donne, e agiremo – come sempre – con il massimo senso di responsabilità. Ma non ci possiamo nascondere che la nostra volontà di fornire un contributo al ciclismo si sta tramutando in un “bagno di sangue” finanziario. E’ vero: i tempi tecnici ci hanno portato a proporre ai potenziali sponsor il prodotto “Giro Under” e “Giro Donne” oltre la chiusura dei budget ma è altrettanto vero che la copertura mediatica, e quella televisiva in particolare, avrebbero meritato una maggior considerazione da parte delle aziende».
Senza sponsor non si fa nulla e la conclusione di Poli giunge diretta come un pugno nello stomaco: «Spiace ammetterlo ma dobbiamo arrenderci all’evidenza: se questa situazione si mantenesse anche al Giro Donne, non resterebbe che trarne le debite conseguenze». Giro Under 26 e Giro Donne, quindi, rischiano di morire.

 
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