Inizia già a respirare l’aria olimpica di casa Mark Cavendish. Sulle strade di Londra, Cannonball ha dettato legge e ha conquistato la London – Surrey Cycle Classic. Buona la prova degli azzurri con Sacha Modolo che chiude al secondo posto davanti al francese Samuel Dumoulin. Prosegui la lettura 'Cavendish a segno nella preolimpica'»
Mark Cavendish si dimostra superiore alle critiche degli avversari che lo avevano accusato di aver usufruito di qualche aiuto nelle tappe pirenaiche e sul traguardo di Montpellier zittisce tutti con l’ennesima volata vincente. Cannonball, che centra il suo quarto successo di questa edizione, il diciannovesimo totale nella Grande Boucle precede lo statunitense Tyler Farrar ed Alessandro Petacchi. Ottimo quarto posto per Daniel Oss, che precede Joaquin Rojas. Continua senza problemi l’avventura in maglia gialla di Thomas Voeckler. Prosegui la lettura 'Tour: poker di Cavendish'»
Non gli era andata giù la sconfitta di ieri. E’ stato un boccone troppo amaro perdere proprio dall’ex compagno di squadra Greipel. Ma oggi Mark Cavendish non ha ripetuto lo stesso errore e si è preso la rivincita, portando a tre il bottino personale in questa edizione. Cannonball con questo successo, non solo si lascia alle spalle lo stesso André Greipel e un Tyler Farrar tornato nelle prime posizioni, ma balza in vetta alla classifica della maglia verde che sfila dalle spalle di Philippe Gilbert. Un trofeo che ha inseguito in tutte le sue partecipazioni e che finalmente può sfoggiare. In classifica generale, invece, continua a comandare Thomas Voeckler, ma domani si inizia a salire veramente.
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Stesso posto, stessa corsa. Era l’edizione 2008 quando a Chateauroux il giovane Mark Cavendish si faceva notare da tutto il mondo vincendo la sua prima tappa al Tour del France davanti a due colossi del ciclismo come Oscar Freire e Erik Zabel. Tre anni dopo è tornato sul luogo del delitto, colpendo con le stesse armi: classe, forza, velocità. Grazie a questo tris fenomenale, il velocista più forte del mondo ha rinfrescato la memoria degli appassionati delle due ruote, facendo scrivere ancora una volta il suo nome accanto a quella della città francese.
La lotta al fotofinish per il secondo posto se la aggiudica Alessandro Petacchi, sempre più vicino a ritrovare la sua forma migliore. Per pochissimi centimetri lo spezzino della Lampre – ISD si lascia alle spalle il tedesco André Greipel, superato nelle battute finali dopo una bella rimonta. Ancora in giallo Thor Hushovd che si gode ancora un giorno la sua leadership. Prosegui la lettura 'Tour: Caven…bis'»
Mark Cavendish riparte da Cap Fréhel. Con uno zig zag spettacolare, lasciato solo dai compagni di squadra, il velocista dell’Isola di Man coglie la sua prima perla in questa edizione del Tour e fa capire a tutti che il più forte è ancora lui. Più forte del suo treno che ancora una volta deraglia nonostante il bel lavoro di Matthew Goss. Più forte delle critiche che lo investono ogni giorno, soprattutto dopo la diatriba di ieri con la maglia gialla Thor Hushovd. Più forte degli avversari che si devono inchinare alla supremazia di Cannonball. A sorprendere il britannico ci hanno provato in parecchi, anche Philippe Gilbert che voleva portare in trionfo ancora una volta il suo tricolore belga per poi accontentarsi del piazzamento d’onore. Terzo posto per la maglia verde José Joaquin Rojas, polemico dopo l’arrivo con Alessandro Petacchi che accusa di averlo colpito con un pugno. Prosegui la lettura 'Tour: Cavendi… show!'»
Due come i successi nel Giro di quest’anno. V come vittoria che ha raggiunto sul traguardo di Ravenna. Ognuno lo interpreti come vuole il gesto che Mark Cavendish ha fatto mentre andava a conquistare il suo settimo sigillo nella corsa rosa. Il britannico dell’Isola di Man saluta il pubblico della più grande corsa italiana nel modo migliore e se ne torna a casa con il pensiero rivolto al prossimo Tour de France. Prima di abbandonare la carovana, però, si è lasciato alle spalle il giovane Davide Apollonio, vicino a realizzare il suo sogno e il rivale di questa edizione Alessandro Petacchi che anticipa Roberto Ferrari e Gerald Ciolek.
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Il Giro riparte nel segno di Mark Cavendish. Si è parlato molto di lui nelle prime tappe del 94° Giro d’Italia e non solo per la maglia rosa che ha portato per un giorno. Prima per le accuse contro la giuria dopo aver affermato di aver subito un torto da Petacchi durante la volata di Parma, poi al centro delle critiche da parte dei colleghi che lo accusano di essere stato “graziato” durante la difficile tappa dell’Etna. Finalmente, però, si può parlare del forte velocista della HTC – Highroad per la sua bella vittoria sulle strade di Teramo che gli permette di mandare giù diversi bocconi amari accumulati in questi giorni. Una bella rivincita dopo tante critiche. Alla supremazia di “Cannonball” si deve inchinare lo spagnolo Francisco Ventoso, vicino al suo secondo sigillo dopo quello di Fiuggi, e proprio quell’Alessandro Petacchi da cui Cavendish si è sentito scippato nella seconda frazione. Nessun cambiamento in classifica generale con Alberto Contador ancora al comando.
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Parma – Prima volata prime scintille al Giro d’Italia. Protagonisti dell’acceso duello Alessandro Petacchi e Mark Cavendish che sul traguardo di Parma inscenano un testa a testa con qualche polemica. Da una parte il giovane britannico, nuova maglia rosa che accusa il rivale di uno sprint irregolare, dall’altra l’esperto spezzino convinto di aver portato a casa un successo senza sgarri. Alla fine ad avere la meglio è proprio lo sprinter della Lampre – ISD che conquista la sua ventesima tappa ufficiale nella corsa rosa. A Cavendish non basta il simbolo della leadership per placare la sua amarezza. Alle loro spalle buoni piazzamenti per il romagnolo Manuel Belletti ed il bresciano Roberto Ferrari rispettivamente terzo e quarto. Delude invece Tyler Farrar che taglia il traguardo al settimo posto.
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Prove generali di pavè oggi nella Scheldeprijs meglio conosciuta come Gp Escaut che ha visto al via alcuni dei candidati alla vittoria domenica prossima alla Parigi – Roubaix. Come già era avvenuto nel 2007 e nel 2008 ad aggiudicarsi lo sprint è il furetto britannico della HTC – Columbia Mark Cavendish che ha preceduto il russo Denis Galimzyanov (Katusha Team) e il bielorusso Yahueni Hutarovich (FDJ). Sesto posto per Francesco Chicci (Quick Step) La volata è stata però condizionata da una rovinosa caduta che ha coinvolto il belga Wouter Weylandt ed il vincitore della passata edizione Tyler Farrar che si sono agganciati con la bicicletta ai meno 150 metri dalla linea del traguardo.
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Venti anni sono passati dall’ultima vittoria italiana alla Vuelta Espana e finalmente la lunga attesa è terminata grazie alla splendida gara di Vincenzo Nibali che sul traguardo finale di Madrid può festeggiare il suo primo successo in un Grande Giro. Un successo prestigioso per il messinese della Liquigas – Doimo, che già al Giro d’Italia aveva fatto vedere tutta la sua classe chiudendo sul terzo gradino del podio a conferma di un 2010 ricco di soddisfazioni che lo vedrà fra i protagonisti anche del prossimo Mondiale di Melbourne. Prima del successo dello “Squalo dello Stretto” la più importante corsa iberica non aveva dato molte soddisfazioni al ciclismo italiano visto che solo quattro italiani erano riusciti a scrivere il loro nome nell’albo d’oro Angelo Conterno nel 1956, Felice Gimondi nel 1968, Giovanni Battaglin nel 1981 e Marco Giovannetti nel 1990 e per questo l’affermazione è ancora più importante. Una maglia roja che il corridore messinese ha ottenuto con una condotta di gara intelligente, senza vittorie di tappa ma con tanti buoni piazzamenti nelle frazioni decisive, che confermano la sua completa maturità e che gli hanno permesso di indossare la maglia bianca della combinata. Prosegui la lettura 'Vuelta: è Nibali il matador! La passerella di Madrid a Farrar'»